
In relazione ai prospettati cambiamenti nella Legge stipendi dei dipendenti dello Stato che perseguono una sistema retributivo legato al merito, il CCS conferma la sua contrarietà e l’adesione ad un’eventuale Comitato referendario che verrà appositamente creato. Il sistema proposto, reclamizzato con lo slogan “chi meglio lavora deve essere meglio pagato” è condivisibile da tutti, ma gli strumenti a disposizione con la nuova legge e in particolare le risorse finanziarie previste per concretizzare questo progetto sono nettamente insufficienti. Una qualsiasi azienda o ditta per raggiunge il proprio scopo, deve disporre di personale che nella stragrande maggioranza dei casi raggiunga i propri obiettivi personali, quindi persone meritevoli. La proposta in discussione non ha nessuna possibilità di adempiere e di concretizzare in modo adeguato il fatto che chi raggiunge gli obiettivi sarà meglio retribuito. Il tutto sarà infatti subordinato alla somma messa a disposizione, che essendo secondo gli scenari illustrati con il progetto insufficiente per poter applicare dal lato concreto i principi teorici insiti nella modifica, porterà scontento nel personale che, malgrado abbia raggiunto o superato i propri obiettivi, non potrà vedere riconosciuta la retribuzione del proprio merito contrariamente a quanto promesso. Pure gli strumenti di assegnazione, verifica e controllo non danno le necessarie garanzie di portare un beneficio all’apparato statale e rischiano, al contrario ed in talune situazioni, di rompere delicati equilibri interni ai servizi. Michele Sussigan, presidente Comitato di coordinamento sindacale
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