
Mi riferisco all’articolo pubblicato il 7 novembre dal sig. Piffaretti di Coldrerio dal titolo “Gottardo, raddoppio e fantascienza” sul quotidiano La Regione Ticino. Anch’io mi reco di sovente al Nord delle Alpi per ragioni professionali. Quasi ogni settimana. E come al sig. Piffaretti, nemmeno a me capita di trovare traffico al San Gottardo. Almeno su questo punto siamo d’accordo. Ma proprio questo punto ci mostra in modo semplice e direttamente percettibile come il risanamento al San Gottardo non sia dettato da motivi di capacità. Nessuno ha infatti chiesto di aumentare le corsie carrabili. Il Consiglio federale ci dice semplicemente che, per motivi tecnici (la galleria ha i suoi anni), il tunnel deve essere risanato. E tra le varianti a disposizione ha scelto quella di una galleria di risanamento senza aumento di capacità, scartando invece l’opzione di un’autostrada viaggiante (trasferimento per tre anni di tutte le auto e di tutti camion sulla ferrovia) in quanto “…molto complessa da realizzare e comporterebbe investimenti non sostenibili (Rapporto USTRA 30.06.2014). E siccome al San Gottardo non ci sono problemi di capacità (lo conferma pure il sig. Piffaretti, ed i dati specifici del settore), nessuno chiede di aumentare le corsie a disposizione. Perché esercitare pressioni per un “non problema”?
Un appunto sui turisti. Le code al San Gottardo si concentrano in alcuni periodi dell’anno, durante le vacanze. Non sono code di camion per i quali esiste un’ampia riserva di capacità, ma di veicoli privati. Queste colonne non spariranno, nemmeno con la seconda canna. Non esiste infatti alcun accordo firmato dalla Svizzera in cui noi abbiamo assunto impegni nel settore del turismo individuale. Non ci sarà quindi nessuna pressione nemmeno su questo punto in quanto esula dagli impegni assunti a livello internazionale.
Un appunto sulla nostra Costituzione. In ogni modo, nel caso in cui in futuro qualcuno intendesse aumentare la capacità della galleria, sarebbe necessario un referendum obbligatorio, per modificare la nostra Costituzione. Sarà quindi sempre e solo il popolo svizzero, se del caso, ad avere l’ultima parola.
Un appunto sulla fantascienza. Il sistema di una galleria di risanamento è già stato applicato al tunnel autostradale del Belchen (Basilea), dove a breve verrà realizzata una terza canna per permettere il risanamento della struttura esistente. Al termine dei lavori il numero di corsie utilizzabili non aumenterà, nonostante la galleria aggiuntiva; quelle libere saranno a disposizione per le emergenze e per i futuri lavori di manutenzione (come al San Gottardo). Nessuna fantascienza dunque, ma concreta e pragmatica realtà.
Un appunto sul Sottoceneri. I problemi di viabilità qui sono dovuti all’afflusso di lavoratori che entrano da Sud per motivi professionali e ogni sera rientrano al loro domicilio. Si tratta di un pendolarismo (ca. 60'000 movimenti giornalieri) che non ha nulla a che vedere con il traffico che proviene dal San Gottardo (solo 17'000 transiti in media al giorno). Si tratta di due situazioni distinte e che non vanno confuse. A meno che lo scopo non sia proprio quello di confondere…
Un appunto finale. Il Ticino non può permettersi di affidarsi per tre anni a un sistema di collegamento, quello dell’autostrada viaggiante, definito dalla Confederazione medesima come “insostenibile”. Può il Ticino permettersi un isolamento completo e persistente? Possiamo permetterci di dipendere per tre anni da un collegamento inaffidabile, quando la soluzione proposta da Governo e Parlamento garantisce il rispetto della Costituzione e non implicherà pertanto alcun aumento del traffico e non influirà sulla qualità dell’aria? Questa è la vera domanda che le persone ragionevoli e scarsamente dogmatiche dovranno porsi quando saranno chiamate ad esprimersi sul tema. Speriamo quindi che io e il sig. Piffaretti possiamo continuare a recarci in Svizzera interna anche in futuro, senza troppe complicazioni.
Michele Rossi
delegato relazioni esterne associazioni economiche
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