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Michele Kauz - Diamo ai giovani un futuro lavorativo
Redazione
14 anni fa

L’ultimo censimento sulla disoccupazione in Svizzera ha lanciato un nuovo segnale d’allarme per il nostro cantone, un’indicazione che non va sottovalutata o ignorata. Nel Ticino il tasso di disoccupazione è salito al 5% in dicembre, rispetto al 4,8% di novembre, mentre nei Grigioni è rimasto stabile all'1,9%. In confronto a dicembre 2011 c'è stato un aumento dello 0,3% in Ticino e dello 0,1% nei Grigioni. Il significativo e costante aumento è dovuto soprattuto alla fascia più giovane della popolazione attiva: a livello nazionale il numero di disoccupati dai 15 ai 24 anni è di fatto aumentato di 651 unità (+3,3%) arrivando al totale di 20'350, il che corrisponde a 1'492 persone in più (+7,9%) rispetto allo stesso mese dell'anno precedente.Dei dati preoccupanti che devono fare riflettere e soprattutto convincere le nostre autorità a intervenire. I giovani vanno incitati e indirizzati verso quelle professioni dove c’è una reale ed effettiva disponibilità di lavoro. Questo compito va svolto sia in fase di formazione, spiegando bene agli scolari che se sceglieranno i soliti e, forse più “comodi”, impieghi d’ufficio non troveranno lavoro, sia a livello di reinserimento professionali per i giovani che già hanno terminato il proprio tirocinio e i propri studi. Sono convinto che il Cantone, e sopratutto la Divisione Professionale, dovrebbe fare molto di più per cercare di inserire i nostri giovani nelle attività professionali dove c'é carenza di personale. Presso gli Uffici regionali di collocamento (Urc) i posti vacanti annunciati si sono assestati a 13'722 unità, confermando che i posti di lavoro esistono. Personalmente, essendo attivo nel settore, posso confermare che nel settore artigianale c'é un grande bisogno di manodopera, che purtroppo si fatica a reperire nel nostro cantone.Purtroppo non tutti i giovani sono disposti a fare sacrifici in quest’ambito, preferendo seguire altre strade, che solo a pochi garantiranno però un impiego. Si creano così delle grosse lacune in alcune professioni e una grande esuberanza di lavoratori per altre, con la conseguente disparità tra offerta e domanda di lavoro su più fronti. L’aumento della disoccupazione giovanile è un segnale forte che va analizzato e il Cantone deve intervenire al più presto con delle misure di reinserimento e di formazione.Considerando l’aria di crisi che si comincia a percepire è ancora più importante intervenire con aiuti statali e comunali per favorire il reinserimento lavorativo dei giovani in quelle professioni dove c’è un effettivo bisogno, come per esempio nell’ambito artigianale. Anche i nostri scolari devono capire dove indirizzarsi per assicurarsi un futuro lavorativo che non sia nero come lo è adesso per oltre mille giovani ticinesi. Michele Kauz Consigliere Comunale di Lugano

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