
L’ultimo censimento sulla disoccupazione in Svizzera ha lanciato un nuovo segnale d’allarme per il nostro cantone, un’indicazione che non va sottovalutata o ignorata. Nel Ticino il tasso di disoccupazione è salito al 5% in dicembre, rispetto al 4,8% di novembre, mentre nei Grigioni è rimasto stabile all'1,9%. In confronto a dicembre 2011 c'è stato un aumento dello 0,3% in Ticino e dello 0,1% nei Grigioni. Il significativo e costante aumento è dovuto soprattuto alla fascia più giovane della popolazione attiva: a livello nazionale il numero di disoccupati dai 15 ai 24 anni è di fatto aumentato di 651 unità (+3,3%) arrivando al totale di 20'350, il che corrisponde a 1'492 persone in più (+7,9%) rispetto allo stesso mese dell'anno precedente.Dei dati preoccupanti che devono fare riflettere e soprattutto convincere le nostre autorità a intervenire. I giovani vanno incitati e indirizzati verso quelle professioni dove c’è una reale ed effettiva disponibilità di lavoro. Questo compito va svolto sia in fase di formazione, spiegando bene agli scolari che se sceglieranno i soliti e, forse più “comodi”, impieghi d’ufficio non troveranno lavoro, sia a livello di reinserimento professionali per i giovani che già hanno terminato il proprio tirocinio e i propri studi. Sono convinto che il Cantone, e sopratutto la Divisione Professionale, dovrebbe fare molto di più per cercare di inserire i nostri giovani nelle attività professionali dove c'é carenza di personale. Presso gli Uffici regionali di collocamento (Urc) i posti vacanti annunciati si sono assestati a 13'722 unità, confermando che i posti di lavoro esistono. Personalmente, essendo attivo nel settore, posso confermare che nel settore artigianale c'é un grande bisogno di manodopera, che purtroppo si fatica a reperire nel nostro cantone.Purtroppo non tutti i giovani sono disposti a fare sacrifici in quest’ambito, preferendo seguire altre strade, che solo a pochi garantiranno però un impiego. Si creano così delle grosse lacune in alcune professioni e una grande esuberanza di lavoratori per altre, con la conseguente disparità tra offerta e domanda di lavoro su più fronti. L’aumento della disoccupazione giovanile è un segnale forte che va analizzato e il Cantone deve intervenire al più presto con delle misure di reinserimento e di formazione.Considerando l’aria di crisi che si comincia a percepire è ancora più importante intervenire con aiuti statali e comunali per favorire il reinserimento lavorativo dei giovani in quelle professioni dove c’è un effettivo bisogno, come per esempio nell’ambito artigianale. Anche i nostri scolari devono capire dove indirizzarsi per assicurarsi un futuro lavorativo che non sia nero come lo è adesso per oltre mille giovani ticinesi. Michele Kauz Consigliere Comunale di Lugano
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