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Michele Bertini - Politica familiare: un patto intergenerazionale
Redazione
14 anni fa

Sono favorevole all’articolo costituzionale sulla politica familiare perché reputo giusto che Confederazione e Cantoni si preoccupino dei bisogni delle famiglie, in particolare di favorire la conciliazione fra famiglia e lavoro o formazione. Giusto, perché da sempre le famiglie, pur rimanendo un ambito privato e come tale da rispettare, sono le cellule della nostra società, la “materia prima” del presente e del futuro. Sono quindi favorevole ad ancorare nella Costituzione federale il principio di un sostegno attivo a favore della conciliazione formazione-lavoro-famiglia, basato sui principi del federalismo e della sussidiarietà e sul rispetto della libertà di scelta da parte di tutte le famiglie. Votando SI il prossimo 3 marzo, non apriremo un cantiere nuovo, campato in aria, ma consolideremo un obiettivo sociale orientato al benessere di tutte le famiglie. Alle compensazioni degli oneri finanziari già attivate nell’ultimo decennio (indennità per perdita di guadagno in caso di maternità, importi minimi federali per gli assegni familiari, misure fiscali a favore delle famiglie), al programma federale di incentivazione di strutture per l’accoglienza extra-familiare (39 mila posti sussidiati in dieci anni), aggiungeremo un impegno a promuovere strutture diurne complementari alla famiglia e alla scuola. Forse per noi Ticinesi, è più scontato votare sì, perché siamo già il Tessiner Modell della politica familiare, concepita come socialità preventiva, non solo riparatoria, volta a sostenere l’autonomia dei nuclei familiari. Abbiamo già sperimentato la collaborazione Cantone-Comuni-società civile nell’offerta di servizi e strutture di sostegno per la conciliazione lavoro e famiglia e sappiamo che funziona. Prendiamo l’esempio di Lugano. L’istituto scolastico comunale offre una serie di servizi a complemento della missione prettamente scolastica: l’orario prolungato e la colonia estiva per i bambini della scuola dell’infanzia, le mense e il dopo scuola per gli allievi delle elementari, nonché corsi facoltativi ed extrascolastici orientati a una sana e stimolante occupazione del tempo libero. Le basi ci sono! Ulteriori sviluppi potranno essere progettati in base alla valutazione dei bisogni e delle offerte profit e no profit già operative sul territorio. Nella formazione - sempre più un’esigenza sull’arco di tutta la vita - spicca l’esempio della SUPSI, con percorsi espressamente modulati per studenti che conciliano la formazione, l’attività professionale e le responsabilità familiari e persino un suo asilo-nido, aperto sul territorio. Nel mondo del lavoro, vi sono realtà aziendali svizzere e ticinesi che, nell’ambito di una strategia di fidelizzazione di risorse umane qualificate, hanno realizzato bei progetti di flessibilità del lavoro e iniziative concrete per i figli dei loro dipendenti. Nelle giovani generazioni è più diffusa la condivisione delle responsabilità familiari e la ricerca di un miglior equilibrio fra privato e professionale. In questa mutata realtà, interpreto l’articolo costituzionale sulla politica familiare come un patto intergenerazionale a favore della famiglia, cellula di crescita durante l’infanzia e l’adolescenza ma anche punto di riferimento solidale in tutte le fasi della vita. Un patto per offrire alle famiglie con bambini opportunità per sostenere la loro autonomia, in tutte le sue declinazioni, e la qualità del loro ruolo educativo. In questo patto, però, ogni attore faccia la sua parte: i genitori si prendano le loro responsabilità, lo Stato vigili sulla professionalità delle strutture d’accoglienza diurna, il mondo del lavoro si renda più flessibile, gli enti locali sostengano le iniziative della società civile. Michele Bertini, Consigliere Comunale PLR e Candidato al Municipio di Lugano.

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