
Chi sono? La maggioranza! Si alzano ogni mattina per seguire una formazione, recarsi al lavoro, cercare un impiego, finanziarsi gli studi, camminano per la loro strada, con i loro ideali, un progetto di vita e qualche sogno nel cassetto. E non fanno notizia neppure quelli che durante il tempo libero si impegnano in attività di volontariato (nello sport, nel sociale, …) e nemmeno la maggioranza degli onesti cittadini. In queste poche righe, vorrei “accendere” i riflettori sui giovani che, come me, desiderano investire nel futuro – individuale e collettivo – guadagnandosi la fiducia delle generazioni più mature. E probabilmente sono stufi di sentir ciarlare di tempo libero e di centri giovanili e vorrebbero delle risposte alle loro preoccupazioni (troverò lavoro? un alloggio a misura del mio budget? avrò un reddito che mi permetterà di far famiglia? ….). Molti ragazze e ragazzi si apprestano a scegliere che cosa fare “da grande”: formazione professionale oppure studi medio-superiori o altro? Il Ticino ha la percentuale di liceali tra le più alte della Svizzera. Questa accresciuta scolarizzazione medio superiore è rallegrante ma il Paese manca di manodopera indigena altamente qualificata che le aziende già “importano” soprattutto dalle zone di frontiera e dai paesi UE. Forse, le opportunità di un percorso (di tutto rispetto) di formazione professionale – dall’apprendistato a un diploma di valore accademico – non sono cosi conosciute. Forse non è valorizzato l’impegno delle aziende che investono nella trasmissione intergenerazionale delle competenze professionali (sono in vigore 8 mila contratti di tirocinio, 300 presso amministrazioni pubbliche, di cui circa 100 a Lugano). Questi giovanissimi – apprendisti, studenti, neo-diplomati - vivono un periodo di acquisizione di competenze professionali e sociali ma anche di inserimento nel mondo del lavoro, nel mondo degli adulti, del confronto fra doveri e diritti individuali. Un tempo che schiude nuovi orizzonti di vita ma anche la consapevolezza di contare qualcosa nella collettività. E sentire di contare per qualcuno è importante! In queste settimane, noi giovani liberali radicali di Lugano saremo presenti nei vari quartieri e ci piacerebbe coinvolgere tutti gli under-30 “che non fanno notizia” per conoscere le loro aspettative e lavorare insieme per il futuro di Lugano e della qualità di vita dei suoi abitanti. Michele Bertini, Consigliere Comunale PLR e candidato al Municipio di Lugano
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