Cerca e trova immobili
Ospiti
Michele Bertini: Dal “Baby Boom” al boom dei nonni
Redazione
15 anni fa

Mi sia concesso l’aver preso in prestito il titolo - particolarmente azzeccato – del recente sondaggio promosso dall’ATTE in cui venivano interpellati tutti i candidati al Consiglio di Stato delle recenti elezioni cantonali sul tema dell’invecchiamento demografico. La transizione dal boom delle nascite del dopoguerra al boom degli anziani dei prossimi decenni avrà delle conseguenze alle quali è corretto pensare con il necessario anticipo. L’invecchiamento generale della popolazione è senza ombra di dubbio tra le maggiori sfide che attendono l’intera classe politica e la società tutta. Per visualizzare meglio la problematica esaminiamo alcune cifre. Secondo l’ufficio cantonale di statistica nel Ticino del 2040 vivranno circa 380'000 persone, avremo una speranza di vita alla nascita di 5 anni superiore all’attuale con conseguente allungamento del periodo di vita post lavorativo. Le persone con 65 anni o più passeranno da 66`000 oggi a 122`000, quelle con più di 80 anni da 19`000 a 43`000. Ci si interroga inoltre su come rimpiazzare le 120`000 persone di 40-64 anni, pensionabili nei prossimi 25 anni, visto che i giovani di 0-19 anni, in età lavorativa nei prossimi due decenni, sono solo 63`000. Questa tendenza demografica ci impone delle riforme per garantire la solidità nel tempo delle nostre assicurazioni sociali, questo soprattutto per correttezza verso i giovani d'oggi ai quali non dev'essere lasciata una montagna di debiti. Le relazioni tra le varie generazioni non possono però essere ridotte a un mero rapporto di distribuzione delle risorse, devono essere considerate anche sotto l’aspetto della coesistenza, della coabitazione all’interno della società. La politica degli anziani non si limita infatti alla previdenza per la vecchiaia ma si estende anche a numerosi altri settori quali il settore degli alloggi o dei trasporti. Per questo motivo, recentemente, ho presentato insieme ad alcuni colleghi la proposta che ora vi illustro denominata “Evoluzione demografica: penso al futuro agisco nel presente!” e che presto sarà trattata dal Consiglio Comunale della nostra città. Tra le strategie per affrontare l’evoluzione demografica che riguardano i comuni troviamo l’urbanistica e gli alloggi. Un alloggio e un contesto urbano adeguato permettono all’anziano di vivere più a lungo al proprio domicilio ritardando o evitando il costoso ricovero in casa per anziani medicalizzata. Una concezione urbana che tiene conto dell’invecchiamento della popolazione contribuisce a migliorare la qualità di vita dell’anziano. Prendere atto di ciò che a livello demografico si verificherà nel corso dei prossimi decenni, anticipando le risposte ai bisogni di una società che avrà un volto diverso da quello odierno, è fondamentale anche per una città come la nostra. Da qui la nostra richiesta di attivarsi per tempo, attraverso una pianificazione del territorio ed alcune scelte per prevedere spazi, infrastrutture e strutture abitative adeguate agli anziani. Più precisamente a livello pianificatorio chiediamo che vengano identificate alcune aree adatte alla realizzazione di strutture abitative per persone anziane: particolarmente indicate sono le zone vicine ai principali servizi (negozi, studi medici, trasporto pubblico, case per anziani già esistenti, ecc…). A livello infrastrutturale chiediamo invece che venga promossa, in collaborazione con enti privati o para pubblici, la realizzazione di appartamenti protetti o con servizi. Concretamente si tratta di edifici, situati in vicinanza di centri di servizio o istituti per anziani in modo da sfruttare le sinergie e disporre pertanto di servizi e cure diurne, dove troviamo appartamenti a misura d’anziano con spazi privati (singoli appartamenti con cucina) e spazi in comune a disposizione degli inquilini (caffetterie, librerie, locali TV, fitness, ecc..). A un aspetto bisognerà fare particolarmente attenzione, al fine di evitare la formazione di quartieri in cui vivano unicamente persone anziane. Il contatto e il reciproco scambio tra le generazioni è fondamentale e va favorito. Michele Be

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata