
La questione principale che vorrei affrontare in questo mio breve articolo è la seguente: meritiamo noi ticinesi di essere conosciuti in mezza Europa per alcuni cartelloni raffiguranti 3 ratti? Sappiamo far parlare di noi solo per queste cose? Come giovane ticinese che ha a cuore le sorti del nostro paese, comprendo le preoccupazioni che stanno alla radice della campagna “balairatt”, ma sono molto amareggiato per l’immagine negativa che ci stiamo costruendo invece di mostrare il nostro lato migliore. Non dovrebbe poi sorprenderci troppo il fatto che, in alcuni ambiti di eccellenza soprattutto lontani dal Ticino (Berna), godiamo di scarsa considerazione! Cartelloni con i ratti, copertine di settimanali provocatorie e sconvenienti, atti vandalici, manifestazioni di protesta, eccetera… Ma è veramente questo il Ticino che vogliamo? Io vorrei che si parlasse di noi per tutt’altre ragioni, quali la cordialità nell’accogliere i turisti (purtroppo molti segnali indicano come anche questa si stia perdendo), la cultura della nostra gente, le bellezze del nostro territorio, l’eccellente socialità e le condizioni quadro favorevoli che inducano imprenditori, nuove tecnologie e soprattutto cervelli a fermarsi in Ticino. Questo è il Cantone che vorrei vivere in futuro! Politica non è solo elencare una serie di problemi molto sentiti dalla popolazione per poi nascondere la mano quando viene il momento di parlare di soluzioni. Sappiamo che spesso le soluzioni non sono così facili da trovare: esse vanno infatti prima pensate e poi realizzate. Bisogna ristabilire il primato del lavoro serio e approfondito sui colpi ad effetto che colpiscono l'emotività, ma che nulla di concreto portano al Paese. E quando scrivo “Paese” intendo, con esso, i cittadini che lavorano, producono e vivono quotidianamente il territorio. Essi chiedono a gran voce che dalle diverse componenti della nostra società quali lo Stato, i Comuni, gli ambienti politici, economici e imprenditoriali, giungano finalmente nuovi incoraggianti impulsi in funzione di un Ticino coeso, forte, progettuale e credibile. Questo modello dovrebbe condurre le principali forze politiche a trovare dei punti d'incontro e quel senso di responsabilità attraverso cui poter garantire al Paese, ma soprattutto ai suoi cittadini, quella necessaria progettualità. Non è solo su questioni di forma che bisogna concordare - e qui penso al codice di condotta recentemente stipulato dai presidenti dei principali partiti - ma soprattutto sulle idee e sugli indirizzi da dare al Cantone. Il nostro Ticino per tornare a far parlare di sé in senso positivo e per affermarsi nella Berna federale, ha bisogno di serietà. Solo la serietà e non l'improvvisazione - o gli specchietti per le allodole - può garantirci ciò di cui abbiamo sempre più bisogno: di un'amministrazione fatta di visioni lungimiranti e di progetti seri, focalizzati sul bene pubblico e non sull'interesse di parte. Per questo, ora che si avvicinano le prossime scadenze elettorali, ci vogliono persone oneste e preparate, intellettualmente libere e motivate. Michele Bertini, consigliere comunale PLR Lugano
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

