Cerca e trova immobili
Ospiti
Michele Andina: Parco del piano, dove si vuol andare?
Redazione
16 anni fa

Le due città di Bellinzona e Locarno son storicamente legate dal piano di Magadino che negli ultimi secoli è stato influenzato dalle forze della natura che dalla volontà dell’uomo che nel XX secolo ha portato alla bonifica agricola dell’area centrale fino a quel momento non solo inutilizzata ma pure fonte di propagazione di malattie tipiche delle paludi. A ciò si aggiunse la possibilità di porre le basi per una moderna agricoltura. Ora, a distanza di un secolo, gli obiettivi territoriali e la sensibilità ambientale sono in parte mutati ma gli elementi cardine consegnatici dalle scorse generazioni non vanno relativizzati. La necessità di riorganizzare l’impianto territoriale dell’intero Piano di Magadino è emersa solo negli anni ottanta quando gli strumenti tradizionali della pianificazione, cioè i Piani regolatori comunali, mostravano i propri limiti e ciò non solo per colpa dei singoli Comuni. All’inizio degli anni novanta il Dipartimento del territorio dette avvio ai primi studi di una pianificazione comprensoriale che comprendeva tutto il territorio dalle porte della città di Bellinzona fino al Verbano. La lungimiranza dell’Autorità cantonale di allora andava oltre al semplice esercizio amministrativo di coordinare i vari Piani regolatori comunali, ma voleva espressamente inglobare i due grossi progetti di mobilità che avrebbero percorso questo delicato territorio: Alp Transit ed il collegamento autostradale del Locarnese. Dopo i primi anni di studio caratterizzati dal coinvolgimento delle Autorità locali e regionali, anni nei quali un elemento interessante era stato individuato nel “parco del fiume Ticino” (parco limitato dagli argini insommergibili del fiume realizzato nell’ambito delle opere di bonifica), i lavori si sono incanalati e cristallizzati in un concetto di pianificazione comprensoriale votata soprattutto alla protezione naturalistica, lasciando in disparte le altre utilizzazioni che nel progetto ora in consultazione iniziano ad essere espulse ad una ad una (go-kart, tiro al piattello, ecc.) secondo una chiara strategia di un approccio a tappe (come piace ad un certo ambientalismo, a fette di salame, anche se qui l’approccio è a loro favore). Questa impostazione evidenzia come il progetto non abbia più nessun elemento pianificatorio (generale), ed ha assunto la forma di un vero e proprio “piano di protezione naturalistico” (settoriale) di una parte del Piano di Magadino. Questa affermazione è confermata da alcuni aspetti che sono, a dir poco, macroscopici ed imbarazzanti: Il Piano, a differenza dell’iniziale corretta impostazione degli anni novanta, si limita alla parte centrale del comprensorio, non tiene conto della parte urbanizzata a nord e a sud e nemmeno considera i due programmi di agglomerato del Bellinzonese (PAB) e del Locarnese (PALOC) e le interessanti indicazioni urbanistiche del progetto di nuovo collegamento autostradale con il Locarnese. I due grossi progetti di mobilità, progetti che inizialmente erano considerati centrali per il nuovo ordinamento territoriale, sono considerati solo in termini “descrittivi”. Saremmo, se questa impostazione viene poi approvata definitivamente dal Gran Consiglio, nella condizione che per i due progetti strategici del Cantone e della Confederazione dovremmo aggiornare questo progetto pianificatorio. Per le utilizzazioni conflittuali ci si limita alla sola “espulsione” e non si formula nessuna proposta, come se i loro utilizzatori non siano degni di continuare ad essere tra i fruitori del Piano di Magadino. Questa manchevolezza oltretutto provoca una concentrazione di attività in altri comprensori di fondovalle del Sopraceneri: una simile impostazione poteva essere accettabile se l’autore/attore fosse qualche Comune, ma è assolutamente inaccettabile se invece è l’Autorità cantonale preposta all’ordinamento territoriale ed alla salvaguardia ambientale. Da ultimo v’è pure da chiedersi se sia corretto definire e consolidare dapprima lo

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata