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Michela Pfyffer-Cure a domicilio: ruolo centrale nel sistema sanitario ticinese
Michela Pfyffer-Cure a domicilio: ruolo centrale nel sistema sanitario ticinese
Michela Pfyffer-Cure a domicilio: ruolo centrale nel sistema sanitario ticinese
Redazione
7 anni fa

La contrapposizione tra settore privato e pubblico: un’ideologia superata, nociva per tutto il sistema Nelle ultime settimane sono stati pubblicati numerosi articoli sulle cure a domicilio (spitex) caratterizzati da toni decisamente polemici, in particolare nel confronto tra istituti privati e istituti pubblici. Tornerò in un prossimo articolo sulle numerose conseguenze negative che l’ostentazione di questa assurda divisione, tra servizi pubblici e privati, ha sulla sanità Ticinese. In questo articolo voglio piuttosto fare una riflessione sul tema delle cure a domicilio, sul loro ruolo e sulla loro importanza nel nostro sistema sanitario.

Le cure a domicilio a beneficio principalmente della popolazione anziana Secondo un’analisi di settore, pubblicata dal Cantone Vaud e basata su una statistica federale, i beneficiari delle cure a domicilio sono: • circa il 10/1'000 nella fascia d’età 0 - 65 • circa il 70/1'000 nella fascia d’età 65 – 79 • circa il 300/1'000 per gli anziani di età superiore a 80 anni

In un Cantone come il nostro, dove si riscontra tra la popolazione la percentuale più alta di anziani di tutta la Svizzera (6.4% -circa 23'000 persone- di età superiore a 80 anni), le cure a domicilio giocano un ruolo importante e rappresentano un’opportunità per un migliore adattamento del sistema sanitario al fabbisogno della popolazione.

Rimanere e/o tornare nella propria casa: un desiderio di numerosi pazienti ed un’alternativa più economica agli istituti di cure Spesso e volentieri, noi professionisti della sanità incontriamo pazienti il cui desiderio più grande, nonostante la malattia e gli ostacoli della vita quotidiana, è di poter stare il più a lungo possibile a casa propria e/o di farci ritorno quanto prima. Vivere in un luogo famigliare, con i propri punti di riferimento nello spazio e nel tempo, i propri ricordi e le proprie abitudini è spesso un fattore di serenità. Una serenità che le cure a domicilio possono, in certe situazioni e a certe condizioni, offrire come alternativa valida ad una degenza in un istituto di cura o in una casa per anziani. Un’alternativa che, oltre ad essere un fattore di serenità, è anche interessante dal punto di vista economico: aspetto questo che non può più essere ignorato.

La qualità delle cure al centro delle preoccupazioni di tutti gli operatori sanitari La sanità è un settore delicato dove, agli operatori che vi lavorano, oltre a competenza e a professionalità, è richiesta dedizione, responsabilità e consapevolezza della dimensione sociale del proprio ruolo. In particolare, per le cure a domicilio, dove l’operatore entra nella sfera intima del paziente, nella propria casa, il valore della relazione umana e della continuità nelle cure è requisito essenziale. Il principio della centralità del paziente deve essere garantito da tutti gli operatori della sanità, indistintamente se pubblici o privati. Chi non ama la sanità privata molto spesso rimprovera mancanza di qualità a favore dell’interesse economico. Ebbene, non si raggiungono risultati economici se non si offre qualità. Questo non ce lo dimostra unicamente la logica del mercato, ma è altresì espresso nella LAMal, che lega qualità ed economicità in un binomio fondamentale alla base di un sistema sanitario sostenibile.

Lo sviluppo delle cure a domicilio non deve preoccupare, ma piuttosto essere visto come un’opportunità Lo sviluppo delle cure a domicilio risponde ad un fabbisogno sia della popolazione che del sistema sanitario. L’invecchiamento della popolazione, così come l’innovazione tecnologica, in particolare nell’ambito della telemedicina, sono fattori determinanti. È importante considerare la Sanità come un sistema che sarà sempre più eterogeneo: i diversi tipi di prestazioni diventeranno tra loro complementari, ognuno con la sua specificità, al fine di garantire la miglior presa a carico del paziente ma soprattutto la continuità delle cure senza inutili doppioni.

E’ la domanda che genera l’offerta: i controlli dello Stato per garantire la qualità Trattandosi di un settore in sviluppo è importante che sia monitorato. Per fare questo, tuttavia, non serve introdurre nuove norme: quelle attualmente in vigore regolamentano adeguatamente il settore. La loro applicazione in maniera sistematica sarebbe già di per sé sufficiente a garantire un servizio, non solo di qualità, ma proporzionato al fabbisogno di cure.

Michela Pfyffer Candidata al Gran Consiglio

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