
Interrogazione parlamentareHanno passato un ben triste Natale e Capodanno le famiglie dei dipendenti della Turbomach SA di Riazzino. Già si sapeva che con l’inizio del nuovo anno la società avrebbe annunciato i nominativi dei 45 dipendenti che sarebbero stati licenziati (quasi un decimo dei dipendenti). I dipendenti sono ancora in attesa. Preoccupati di verificare se il licenziamento non sia una misura messa in atto per sostituire il personale indigeno con personale frontaliero, a cui negli ultimi mesi la società ha fatto ricorso, con costi salariali inferiori, i sottoscritti deputati chiedono al Consiglio di Stato: -quanti sono i posti di lavoro attualmente occupati da frontalieri? -quanti dei dipendenti che verranno licenziati sono domiciliati in Ticino e quanti sono i frontalieri? -il CdS intende intervenire? Semmai in che modo? -il fondo di 20 milioni a favore di piccole imprese e medie imprese ticinesi votate all’esportazione confrontate con problemi finanziari dovuti alla sopravvalutazione del franco svizzero, tuttora attivo presso Banca Stato, potrebbe aiutare la società a mantenere i posti di lavoro? -il CdS non ritiene opportuno allestire un registro delle imprese con sede in Ticino (come richiesto dai Verdi), per verificare, tra l’altro, la composizione del personale occupato dalle aziende? Un modo questo che potrebbe aiutare a frenare il ricorso a personale d’oltre frontiera. Per i Verdi Michela Delcò Petralli
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