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Michela Delcò Petralli: Per una vera riforma dell’assicurazione contro la disoccupazione
Redazione
16 anni fa

I Verdi del Ticino condividono la necessità di una riforma dell’assicurazione contro la disoccupazione, ma ritengono però che la quarta riforma della LADI, in votazione il prossimo 26 settembre, manchi il bersaglio. La revisione rischia di trasferire il debito strutturale sulle regioni più toccate dalla disoccupazione, come il Ticino, e penalizza chi più di tutti è toccato dalla disoccupazione e inoccupazione: i giovani, le donne e i lavoratori prossimi alla pensione. Oltre a ciò la riforma arriva nel pieno di una crisi economica, quindi nel momento peggiore per indebolire la protezione dei lavoratori. Una riforma sbagliata La riforma della LADI prevede l’aumento delle aliquote da 2% a 2.2%. Nonostante questo aumento, le prestazioni diminuiranno del 10%. Così facendo si penalizza i disoccupati, le vittime impotenti della crisi economica. Il tanto decantato contributo di solidarietà dell’1% è limitato ad un reddito di CHF 315’000. I redditi più elevati e i bonus milionari sono esentati. Per contro l’assemblea federale ha sostenuto senza battere ciglio le grandi banche nel loro momento di crisi, nonostante si trattasse delle principali colpevoli della crisi economica. Non è bizzarro punire le vittime e premiare i colpevoli? Principali vittime: i giovani Vittime principali di questa riforma sono i giovani, la fascia della popolazione che più ha sofferto in questa crisi economica. Secondo il SECO negli ultimi anni la disoccupazione dei giovani adulti (compresi in una fascia d’età tra i 20 e i 24 anni) è raddoppiata, raggiungendo il 5,7%. Nonostante ciò, con la riforma della LADI i contributi per i giovani sotto i trent’anni verranno drasticamente ridotti, col rischio di pregiudicare l’inserimento dei giovani nel mondo professionale. Un rapporto OCSE ha dimostrato infatti che il tasso di disoccupazione giovanile è direttamente proporzionale all’assenza di ammortizzatori sociali. Questo significa, che meno protezione porta a più disoccupazione. E’ questo il futuro che vogliamo per i nostri giovani? Il Ticino doppiamente penalizzato I tagli strutturali alle prestazioni garantite dalla LADI peseranno anche sulle finanze dei cantoni e dei comuni. Più persone dovranno infatti fare ricorso all’assistenza sociale e questo comporterà costi supplementari per cantoni e comuni di 98,5 milioni. L’abolizione della possibilità per i cantoni particolarmente colpiti dalla disoccupazione – come i cantoni di frontiera - di chiedere l’estensione delle prestazioni peggiorerà ancor più la situazione. Il Ticino, che in Svizzera è il secondo cantone per tasso di disoccupazione, sarà così doppiamente penalizzato! La riforma deve essere strutturale I Verdi del Ticino sono consapevoli che l’attuale legge disoccupazione crea un deficit annuo pari a 920 milioni di franchi. Sono però dell’avviso che nel suo complesso la riforma è antisociale e ingiusta, e più che risolvere un problema lo sposta dal livello nazionale a quello cantonale e comunale. I Verdi del Ticino ritengono che prima di ridurre le prestazioni occorra riequilibrare il sistema contributivo, ad esempio prevedendo dei contributi sui redditi e sui bonus milionari. D’altra parte non è giusto che la collettività paghi i licenziamenti operati dalle grosse società. Sarebbe quindi opportuno creare dei fondi di disoccupazione propri ad ogni impresa di una certa dimensione. Da ultimo i Verdi ritengono che occorra ridiscutere a fondo tutta la struttura della LADI: la delega ai sindacati ed ai privati della gestione delle indennità, dei programmi di collocamento e di formazione porta ad uno spreco notevole di risorse (rimborso delle spese, sussidia mento per disoccupato iscritto, mercede per gli appalti conferiti ai privati). Per ridurre i costi connessi alla disoccupazione i Verdi auspicano: - la creazione di una sola cassa pubblica e cantonale (in Ticino ce ne sono tre pubbliche e 17 sono c

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