
Interrogazione - Monteforno: un buco nero?
Quanto costerà il risanamento della ex- Monteforno di Giornico e chi pagherà il conto?
Un recente servizio di Falò sui siti inquinati e contaminati in Ticino ha evidenziato una situazione a dir poco preoccupante.
La presente interrogazione si limita al sedime ex-Monteforno (già di proprietà della Von Roll).
I lavori preparatori per la costruzione del Centro Multiservizi di Giornico, che l’USTRA prevede di realizzare sul terreno dell’ex parco rottami della Monteforno, hanno fatto emergere una situazione ambientale inquietante. Nel sottosuolo, i quantitativi di rifiuti tossici, in particolare idrocarburi, Pak, PCB, Cromo, Piombo, Cadmio, Zinco e Rame, sono presenti in misura molto superiore al tollerabile. Una circostanza che sta facendo lievitare le previsioni dei costi di risanamento del terreno, stimati, in un primo tempo, a 20 milioni di franchi. USTRA non è più disposta ad assumersi in proprio tutte le spese. Da ciò che si è capito, sempre dal servizio della RSI, USTRA vorrebbe coinvolgere le FFS, proprietaria dell’ ex parco rottami, ma anche la Confederazione e il Cantone, nel risanamento del sito. Evidentemente, in primo luogo, dovrebbe essere chiamato alla cassa, il perturbatore per comportamento, presumibilmente la Von Roll, ultima proprietaria della Monteforno.
Tuttavia, per fare questo, il Cantone dovrebbe dichiarare la zona contaminata ciò che però l’autorità cantonale non sembra voler fare.
Dalla chiusura della Monteforno , 1994, sul terreno del parco rottami sono state svolte diverse analisi da parte di svariati enti, Cantone compreso. Le conclusioni sono sempre state le stesse: il terreno è inquinato ma non contaminato, cioè l’inquinamento non mette in pericolo la falda acquifera. USTRA, ha allargato le sue perforazioni non limitandosi alla parte centrale dell’appezzamento come era stato fatto in precedenza, ed è giunta a ben altre conclusioni.
Inoltre, dovendo costruire anche gli svincoli nord-sud e sud nord della A2, USTRA ha eseguito delle verifiche anche ai bordi della ex discarica (sponda destra accanto all’autostrada). In quel punto la situazione appare gravissima. La presenza di inquinanti altamente tossici è preponderante. L’inquinamento penetra per almeno 5 metri nel terreno e probabilmente si estende su tutta la lunghezza e l’altezza della ex discarica. Il quantitativo – a nostro parere – potrebbe essere superiore ai 500 mila m³. Il costo del risanamento della ex discarica rischia di essere, addirittura, ben più oneroso di quello dell’ ex parco rottami. Solo pochi metri di bonifica ai piedi della collina, costerebbero oltre 10 milioni di franchi.
E’chiaro che se, come si diceva sopra, l’autorità cantonale dovesse classificare tutta l’area della ex Monteforno come contaminata, si dovrebbe procedere al risanamento del terreno (art. 32 d LPAmb) . In quel caso il Cantone (e in parte la Confederazione) dovrebbero assumersene la spesa ma solo se non fosse più possibile caricarla sui responsabili dell’inquinamento.
E’ quindi evidente che occorre decidere e muoversi in fretta e iniziare la procedura per il recupero delle spese dai responsabili diretti dell’inquinamento. Cosa che per il momento sembrerebbe non ancora avvenuta.
I sottoscritti chiedono quindi al CdS di ragguagliarli nel dettaglio sull’intera vicenda, rispondendo in particolare alle seguenti domande:
per quale ragione non si è ancora attivato la procedura ai sensi dell’art. 32 d LPAmb?il Cantone ha richiesto una garanzia per le presumibili spese di indagine e di risanamento ai sensi dell’art. 32 d bis LPAmb?quali sono i costi stimati per le spese di indagine, e quelli dell’eventuale risanamento (art. 32 d LPAmb)?il Cantone ha già individuato i responsabili dell’inquinamento? Chi sono, e come si declina la loro responsabilità?il CdS intende procedere contro i responsabili dell’inquinamento. Con quali tempi e in quale forma?
Per i Verdi
Michela Delcò Petralli
Elena Bacchetta
Claudia Crivelli Barella
Greta Gysin
Francesco Maggi
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

