Cerca e trova immobili
Ospiti
Michela Delcò-Petralli: luce verde all'amnistia
Redazione
13 anni fa

Il 14 marzo 2012 il Parlamento cantonale bocciava la proposta di amnistia per pochi voti: i nostri. Ora il partito liberale la ripropone. Sull’eccezionalità del provvedimento non v’è nulla da dire (l’ultima amnistia federale risale al 1969), mentre rimane il dubbio sugli effetti quantitativi della misura. Con la precedente proposta si stimava un recupero d’imposta cantonale di circa 20 milioni (18 milioni per i Comuni). Ma sono stime. L’amnistia cantonale ha molti limiti: non si estende all’imposta federale diretta sul reddito delle persone fisiche, rispettivamente sull’utile delle persone giuridiche e non comprende i tributi federali (IVA, imposta di bollo, AVS/AI ecc). Un’altra incognita è riferita alla tempistica. Il provvedimento arriva in ritardo rispetto all’iniziativa federale sulle tassazioni di donazioni e successioni milionarie. Una iniziativa che inevitabilmente indebolisce lo stimolo a sbiancare i capitali in nero. E’ però anche vero che sull’altro piatto della bilancia pesano le pressioni internazionali sui paradisi fiscali e sul segreto bancario, con la possibilità di decadimento della distinzione tra evasione e frode fiscale anche per i cittadini svizzeri. Per cui, tutto sommato, gli effetti del provvedimento cantonale ci potrebbero anche sorprendere. La proposta ci pare buona se può servire a rimpolpare le casse dello Stato e ridare slancio all’economia e all’occupazione. Ma è proprio sul modo di raggiungere quest’ultimo scopo, condiviso da tutti, che si innestano le divergenze. Per i liberali lo strumento del rilancio economico sono gli sgravi fiscali, finanziati con gli introiti dell’amnistia . Per noi Verdi gli sgravi fiscali fini a sé stessi non bastano. Il mantra degli sgravi fiscali dei partiti borghesi poggia sull’equazione : meno imposte = più investimenti, e quindi più crescita economica. Noi non ne siamo convinti. Il risparmio sulle imposte non si traduce necessariamente in investimenti nell’economia reale se non c’è ottimismo e prospettiva di crescita. Per questo noi Verdi riteniamo imprescindibile che la proposta di amnistia cammini in parallelo con una riflessione sulla crescita che immaginiamo per questo paese. In Ticino l’attività economica si concentra ancora troppo nel mattone, e lo Stato aiuta ancora e sempre aziende attive in settori economici che non hanno futuro (i licenziamenti collettivi registrati in Ticino negli ultimi mesi ne sono testimoni). Non c’è alcun progetto di investimento nell’economia verde, l’unica che manifesta un trend in crescita rispetto a tutti gli altri settori. Un trend positivo confermato anche dall’ufficio federale dell’energia (UFE) che per il solo 2010 stima in 23'000 i nuovi posti di lavoro creati da questo settore. Dal 2000 ad oggi il settore ha registrato una crescita annua del 4%, superiore alla crescita economica media. C’è un’emergenza sociale che dobbiamo affrontare al più presto, quella del lavoro. Sta a noi decidere se risolverla solo in termini di spesa – la creazione di un fondo per l’occupazione (sulla cui istituzione noi Verdi non intendiamo retrocedere) – o se tradurre la spesa in un investimento che dia avvio ad un processo duraturo e benefico per tutta la società. Per questo occorre soppesare bene dove indirizzare le risorse dello Stato e anche i prospettati ed auspicati maggiori introiti fiscali dovuti all’amnistia. Noi Verdi vogliamo investire nella formazione, nella riqualifica professionale dei disoccupati, nel risparmio energetico e premiare le aziende virtuose, che producono sul territorio, investono in progetti innovativi e manifestano una responsabilità ambientale e sociale verso il territorio che le ospita e le famiglie che ci vivono. Solo a queste condizioni potremo dare luce verde al condono fiscale. Michela Delcò Petralli, granconsigliera per i Verdi del Ticino, membro della Commissione tributaria

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata