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Michela Delcò Petralli: I falchetti e i temi in votazione popolare
Redazione
16 anni fa

Gli adulti avevano insegnato a noi bambini come scacciare i “falchitt”, quando, volteggiando minacciosi, puntavano diritti sulle galline del paese. Dovevamo convincerli di tornare a casa. Mi immaginavo una casa come la mia, con mobili, stoviglie e con i piccoli in attesa del pranzo e allora – sentendomi particolarmente perfida ma tanto coraggiosa- correvo sui prati gridando a gran voce : “ la brüsa la cà di falchitt “. E i falchetti davvero se ne andavano. Solo più tardi capii che non ci avevano creduto. Sono questi ricordi d’infanzia che mi accompagnano al voto sull'iniziativa per l'espulsione degli stranieri autori di reati e sull’iniziativa per imposte eque Sembrerebbero due temi tra loro molto differenti, eppure a ben guardare qualcosa che li accomuna c’è: la paura. Il SI a favore dell’iniziativa socialista per imposte eque è frenato dalla paura di un aumento delle imposte anche per chi non è ricco e dalla paura di un fuga in massa dei buoni contribuenti. Il NO all’iniziativa UDC è invece frenato dalla paura della delinquenza. Ma sono legittime e fondate queste paure? Fisco. Per il Ticino non cambia nulla. E i ricchi domiciliati a Zugo o a Svitto o in altro paradiso fiscale non scapperanno. E dove vogliono andare? Qui si vive bene e si paga poco e i ricchi sono molto attenti al rapporto qualità/prezzo. Significativo mi sembra il caso del Canton Zurigo. La soppressione del privilegio della tassazione forfettaria non ha svuotato le casse dello stato e tra i pochi fuggitivi alcuni sono rimasti in Svizzera, si sono solo trasferiti in un Cantone a bassa imposizione: Ospel, ha tracciato la via! Ma se proprio vogliono scappare tasseremo la loro impronta ambientale a cominciare dall’utilizzo della terra per costruire immense ville vuote! Stranieri. L’iniziativa dell’UDC istituisce una nuova pena automatica: l’espulsione. Ma questa pena ci ripara dal danno? La pena, si sa, è comminata dopo che il reato è stato commesso. Questo significa che il male è già stato fatto e nulla può riparare il danno fisico o morale subito dalla vittima. Che senso ha allora una pena di espulsione? Non ha effetto preventivo – il danno si è già prodotto e in Svizzera si continuerà a delinquere – né dissuasivo – si potrà continuare a delinquere ma fuori dai nostri confini - e non ci ripara dal male futuro - l’espulsione non impedirà l’entrata illegale. Anche per le truffe alle assicurazioni sociali l’espulsione non ha senso. La maggior parte di chi si macchia di questo delitto vive già fuori dai nostri confini, anzi ciò facilita la commissione del reato perché di fatto non ci sono controlli. Ma forse sono io che non ho capito. Forse il senso dell’iniziativa è questo: il male fatto fuori dai confini del nostro paese non ha vittime e non è male! Se cosi fosse si sappia almeno che potremo esportare solo i cittadini di stati terzi cioè quelli che già esportiamo: sudamericani, africani ecc. – e solo i poveri cristi. Quelli con i soldi in Banca ce li teniamo, anzi gli facciamo anche lo sconto d’imposta! I falchetti non hanno creduto alle menzogne e noi? Le galline le abbiamo lì a portata di mano e sono le cose che davvero ci dovrebbero preoccupare: a cominciare dalle Casse malati che usano le riserve accumulate dai ticinesi per alleggerire il premio agli assicurati di altri cantoni, a cominciare da quelli che beneficiano di privilegi fiscali! Michela Delcò Petralli, membro di direzione dei Verdi del Ticino

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