
Il 1 gennaio 2013 entreranno in vigore le modifiche delle disposizioni sulla protezione degli adulti, sul diritto delle persone e della filiazione(360 ss CC) .In particolare con la riforma del diritto della tutela si è voluto promuovere il diritto di autodeterminazione delle persone, favorire la solidarietà ed i legami famigliari, limitare l’azione dello Stato agli interventi veramente necessari, sostituire le misure standard con un provvedimento unico (la curatela), e dare più protezione alle persone incapaci di discernimento collocate in istituti di cura.La riforma del diritto federale avrà importanti ripercussioni anche a livello cantonale, in particolare per quanto riguarda l’organizzazione del settore. Con la riforma legislativa la competenza in materia di protezione dei minori e degli adulti sarà attribuita a un'unica autorità cantonale specializzata, interdisciplinare, composta da un collegio decisionale di un minimo di tre membri fra cui un giurista. I Cantoni potranno scegliere se istituire un’autorità amministrativa o un tribunale. Infine verranno unificati e sanciti nel Codice civile i principi procedurali essenziali, tra cui l’autorità di ricorso.Anche il Ticino dovrà adattare la propria organizzazione. Attualmente l’applicazione del diritto di protezione degli adulti e dei minori è affidato alle 18 Commissioni tutorie regionali (CTR). Alle CTR competono però anche decisioni relative al diritto di filiazione: istituzione di una curatela, privazione della custodia parentale e privazione dell’autorità parentale (art. 308–310 e 312 CC), protezione della sostanza del figlio (art. 318 cpv. 2 e 3, 320 cpv. 2, 322 cpv. 2, nonché 324 seg. CC). A loro compete pure di decidere se prescindere dal consenso del genitore all’adozione (art. 265d CC) e disciplinare il diritto di visita al di fuori di una procedura di protezione dell’unione coniugale o di divorzio (art. 275 CC) nonché modificare, su comune richiesta dei genitori, le misure relative ai figli (art. 134 e 315b CC).
Quest’ultime competenze sono forse quelle che hanno creato più contestazioni e dubbi sull’autorevolezza delle CTR e sull’organizzazione del sistema, che ha praticamente messo su due binari. l’uno amministrativo e l’altro giudiziario problematiche di medesima natura (si pensi al diritto alle relazioni personali dei genitori con i figli a volte di competenza dei tribunali civili a volte di competenza delle CTR). In Ticino le CTR sono già autorità interdisciplinari come richiesto dal diritto federale, infatti sono composte da tre membri, di cui almeno un giurista (il presidente) e un operatore sociale, sanitario o pedagogico.Tuttavia l’interdisciplinarità non basta.Come già evidenziato da un rapporto del 2008 commissionato dal Consiglio di Stato a Kurt Affolter e Urs Vogel l’attuale organizzazione delle tutele e curatele non potrebbe soddisfare le nuove esigenze imposte dalla revisione del diritto federale.Il nuovo diritto della tutela punta soprattutto sulla professionalità e l’indipendenza delle autorità incaricate della sua applicazione.I nuovi concetti, l’adozione personalizzata della misura (misure su “misura”) e l’aumento delle competenze attribuite alle autorità di applicazione esigono strutture decisionali efficienti e permanenti. Ai membri delle autorità si chiedono estese competenze specialistiche e un impegno lavorativo a titolo principale.Requisiti che l’attuale organizzazione non soddisfa. Intanto i delegati comunali non hanno una formazione specifica di base, inoltre l’eccessiva frammentazione territoriale dei comprensori di competenza delle CTR ne riduce la forza finanziaria ripercuotendosi negativamente sulle risorse a disposizione delle autorità competenti e impedendo di creare strutture permanenti ed efficienti. Inoltre la divisione in 18 comprensori crea disomogeneità nelle procedure di applicazione del diritto e, a causa dell’esigua quantità di casi per ambito temati
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