
Tra le proposte dei partiti di governo per diminuire il disavanzo d'esercizio di 200 milioni previsto dal preventivo 2013, ve n'è una che mi sembra si debba trattare con le pinze. Si tratta della proposta socialista di aumentare le stime degli immobili.
Seppure la misura sembra sorretta da valide ragioni giuridiche che non posso ignorare, applicarla alla realtà cantonale potrebbe far esplodere una "bolla dei crediti ipotecari".
A favore della proposta gioca sicuramente il fine legittimo che è quello di rimpolpare le casse dello stato. Aumentando il valore della sostanza immobiliare dichiarata al fisco e di conseguenza anche il reddito locativo connesso a tale sostanza, si aumenta il gettito di imposta. Anche le ragioni giuridiche non fanno una grinza.
La "valutazione schematica e prudenziale degli immobili situati in Ticino", pone molti interrogativi sulla sua compatibilità con le normative in vigore (Lst e LAID) che impongono di tassare la sostanza (mobiliare ed immobilire) secondo il valore venale della stessa. Ma le stime immobiliari, attualmente in vigore nel Cantone, appaiono in contrapposizione anche con il principio dell’imposizione secondo la capacità contributiva (articolo 127 capoverso 2 Cost.) e questo per il "diverso trattamento impositivo riservato a coloro che, da un lato, detengono un patrimonio mobiliare, e coloro che, dall’altro, detengono un patrimonio immobiliare (principio dell’uguaglianza orizzontale)" (Samuele Volpe, I valori di stima degli immobili rossipondono al valore venale? In Novità fiscali/SUPSI/ nr. 10 pag.5 punto 9), quest'ultimo tassato per il suo valore venale.
Tuttavia, un adeguamento delle stime nella situazione di crisi economica e di precarietà lavorativa in cui ci troviamo potrebbe produrre un effetto devastante.
Negli ultimi anni la politica ha fatto di tutto e di più per incentivare i cittadini a diventare proprietari immobiliari, anche sacrificando i soldi della pensione. In questo modo la politica ha favorito il settore bancario ma anche quello edilizio, l'unico vero protagonista dell'attività economica degli ultimi 20 anni, purtroppo!
Complice l'abbassamento del costo del denaro e la politica creditizia portata avanti con clamore(e poca fantasia) dagli istituti bancari, gran parte della popolazione si è lanciata nell'acquisto o nella costruzione di una casa propria, tanto che ormai il territorio del nostro cantone è un mosaico di case e casette.
Ora i miei dubbi – magari immotivati– si riferiscono ai criteri soggiacenti all'erogazione dei crediti ipotecari. Siamo sicuri che tutti i crediti sono stati concessi su rigorose verifiche del valore reale dell'immobile oggetto di garanzia e su rigorosi criteri di sopportabilità dell'onere ipotecario dei debitori del mutuo? Sono per esempio stati considerati i costi di coibentazione degli immobili, e le altre variabili di costi connesse con la politica di risparmio energetico portata avanti dal Consiglio federale? Quanto incidono le variabili della vita di ogni essere umano (divorzio,invalidità, disoccupazione...) sulla valutazione della sostenibilità finanziaria di chi chiede il prestito?
Anche la valutazione degli immobili oggetto di credito è fatta all'interno della Banca e più di una volta ho dovuto constatare che tale valutazione non reggeva il confronto con quella più severa del mercato immobiliare.
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