
«Tout va très bien, tout va très bien». E’ cosi che inizia la canzone dedicata ad un servo fedele che racconta la perdita di ogni bene alla sua padrona. E’ cosî che poteva intitolarsi il pubblico dibattito di martedì sera dedicato ai problemi connessi al cantiere ALPTRANSIT a Camorino. Per tutta la serata l’on. Borradori e i rappresentanti di ALPTRANSIT hanno sorriso e rassicurato, rassicurato e sorriso a chi riferiva di case diventate puzzle di crepe, di polveri, di rumori e di vibrazioni. Ho ascoltato. Di soluzioni concrete non se n’è parlato, solo alla fine una timida promessa : vediamo se possiamo realizzare dei ripari fonici all’imbocco della galleria. Per il resto è stato un susseguirsi di vedremo, di inviti a telefonare al numero verde, di richiami alla pazienza e alla tolleranza in nome di quel “futuro” che si sta costruendo a Camorino. Bé la mia pazienza è ormai un po’ limitata, soprattutto quando mi rendo conto che si prende la gente per i fondelli. Dire che le polveri fini (PM10) misurate sul cantiere sono al di sotto dei limiti tollerati dall’ordinanza federale contro l’inquinamento atmosferico (OIAt) è prendere in giro chi abita nelle immediate vicinanze. Infatti i limiti dell’ordinanza sono calcolati su delle medie, mentre nella zona del cantiere di Camorino le particelle in sospensione sono addirittura visibili. Per non parlare di quelle finissime, invisibili all’occhio umano, che si insediano nei bronchi e nei polmoni e lì ci rimangono. Le polveri fini sono dannose per l’uomo e questo lo dice anche il Dipartimento federale dell’ambiente! Ma quello che rattrista è che le autorità presenti alla serata non hanno ascoltato il pubblico. Se lo avessero fatto si sarebbero resi conto che la gente gridava una sola verità: nella regione in cui viviamo – sulla sponda destra del fiume Ticino – non si vive bene: il territorio è depredato da grandi generatori di traffico come i centri commerciali, l’inceneritore produce anidride carbonica, diossine e altri veleni, l’autostrada crea inquinamento – fonico ed atmosferico - come del resto anche la strada cantonale. Il cantiere ALPTRANSIT si è aggiunto a tutto ciò ed ha mangiato tanta terra agricola, tante case e tante esistenze di gente che con la terra viveva. Sono sopportazioni queste che si stanno sommando troppo e che non sono biodegradabili. Come non sono biodegradabili i fattori di inquinamento della nostra regione. Le cartine sull’inquinamento dell’aria in Svizzera parlano chiaro. Il Ticino è uno dei cantoni più inquinati (http://umweltzustand.admin.ch/?reset_session&lang=it.) e la nostra regione fa proprio parte della zona in cui la popolazione è sottoposta a tassi di inquinamento superiore ai limiti della OIAt. Per trovare una soluzione al problema occorre un progetto politico globale e non interventi a macchia di leopardo. Cancellare lo scontento dei cittadini con un ammiccante sorriso alle “casalinghe disperate”, come sono state definite le coraggiose donne di St. Antonino, è veramente troppo e fa debordare il vaso, il mio di sicuro. Michela Delcò Petralli, consigliera comunale a Camorino, membro di Direzione dei Verdi del Ticino
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

