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Michela Delcò Petralli: A2, sarà sempre peggio
Redazione
16 anni fa

Gli utenti dell’autostrada A2 Lugano – Chiasso si lamentano per i rallentamenti, le code e ogni altro intoppo alla fluidità del traffico causati dai numerosi cantieri e dalla cattiva gestione e coordinazione degli stessi da parte dell’USTRA. Esponenti della Camera di commercio si lamentano persino delle incomodità causate ai “poveri” frontalieri. Tutte queste proteste, pur anche fondate, ci cullano nell’illusione che cambiando i funzionari dell’Ufficio federale delle strade si potrà ritrovare la fluidità del traffico e le velocità massime. La realtà è ben altra. Il Ticino è il cantone più motorizzato della Svizzera. Sotto il San Gottardo transitano ogni anno più di un milione di autocarri, i frontalieri che entrano a lavorare in Ticino sono 50'000, la maggior parte di loro sono motorizzati. Questo scenario unito alla scarsità della superficie utile e pianeggiante del Ticino porta inevitabilmente a concludere che la situazione non potrà che peggiorare. I dati statistici federali, di recente pubblicazione, confermano che le colonne e i tempi di percorrenza sono aumentati. Infatti tutti noi ci lamentiamo, anche chi percorre solo le strade cantonali. Per non parlare dell’inquinamento atmosferico che nel nostro bel paese, ma soprattutto nel Mendrisiotto, supera quasi quotidianamente i valori massimi consentiti dall’Oiat (Ordinanza federale sull’inquinamento atmosferico), e i casi di cancro ai polmoni, di cui il Ticino detiene il triste primato. Quali sono le proposte di chi si lamenta? Oltre a chiedere la testa di un qualche funzionario e il raddoppio del San Gottardo (altra sciagura)? In attesa che AlpTransit diventi operativa (si spera su tutto il territorio ticinese), cosa si propone per liberare le strade dal traffico pesante? E’ cosi impossibile e difficile prendere il bus o il treno? E’ cosi improponibile chiedere ai frontalieri di prendere il treno (almeno dove possibile?). E’ cosi “impopolare” per i politici al governo farsi portavoce delle incomodità degli utenti della strada e delle legittime proteste di chi soffoca a causa dei gas di scarico. Occorre promuovere con celerità e con tutti i mezzi a diposizione il trasporto pubblico – su strada o su rotaia – la mobilità lenta e le altre misure previste dai piani di risanamento dell’aria. Ma che aspettiamo? Di quali illusioni ci nutriamo? Non c’è soluzione per il Ticino se non quella di affrontare un cambiamento coraggioso: abbandonare l’auto dove si può e trovare un modo per caricare già ora le merci su rotaia! Se si vuole, si puo’. Michela Delcò Petralli, Verdi

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