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Meno allievi per classe, più qualità nella scuola
Redazione
17 anni fa
Mara Rossi

Uno degli obiettivi prioritari dell’iniziativa popolare “Aiutiamo le scuole comunali. Per il futuro dei nostri ragazzi” è la riduzione del numero massimo di allievi per sezione monoclasse di scuola dell’infanzia e elementare dai 25 attuali a 20 allievi (nelle sezioni pluriclassi il limite richiesto è proporzionalmente più basso). Oggi il numero massimo di allievi per classe nella scuola dell’infanzia ed elementare è di 25 ed è inoltre prevista una deroga a questa norma, che rende possibile oltrepassare questo limite in casi particolari. I commenti ottenuti in due settimane di raccolta firme (ad oggi siamo a un migliaio su 7'000 firme necessarie) sembrano confermare la tesi sostenuta dai promotori dell’iniziativa, ossia che i limiti previsti dalla legge non corrispondono più all’evoluzione scolastica attuale. L’eterogeneità linguistica, culturale e sociale sempre maggiore degli allievi del nostro Cantone è infatti ormai una realtà. Nella stessa classe si raccolgono ragazzi con caratteristiche molto diverse fra loro, fattore che può avere delle importanti ripercussioni sulle pratiche d’insegnamento, poiché il docente deve adattare il più possibile le procedure didattiche alle differenze esistenti fra gli allievi. A questo proposito, il numero di allievi per classe gioca un ruolo determinante. Perché il corpo insegnante possa affrontare queste nuove sfide didattiche e metodologiche è necessario che il numero di allievi per classe sia adeguato alla casistica degli allievi. Questa soluzione permetterebbe ai ragazzi di beneficiare realmente di pari opportunità d’apprendimento, nel pieno rispetto delle loro differenze. Nelle sedi scolastiche con seri problemi logistici l’iniziativa propone di ammettere una deroga fino a 24 allievi per sezione: in questi casi si chiede però l’attivazione di un docente d’appoggio, tenendo conto del numero effettivo di allievi e delle loro caratteristiche socioculturali. Adattare la legge sulla scuola dell’infanzia e sulla scuola elementare al nuovo contesto sociale costituisce quindi un passo fondamentale per permettere agli insegnanti di gestire con successo l’eterogeneità degli allievi e garantire la qualità del loro insegnamento. Mara Rossi, sindacalista VPOD

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