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Melitta Jalkanen - NO alla crudeltà dell'obbligo all'ozio
Redazione
13 anni fa

Siamo preoccupati per la perdita delle tradizioni, dei valori. Mi rattrista vedere la domenica i centri commerciali pieni e le chiese vuote. Sui sentieri di montagna poca gente, nei cortili pochi ragazzi a giocare, nelle piazze poche persone a chiacchierare, pochi vicini che si chiamano dalla finestra. Tanti davanti agli schermi e video e aggeggi tecnologici. Costosi. Soli. Le tradizioni, i valori sviluppati e onorati nei secoli, e riconosciuti come validi, sono da difendere. Tra queste, la nostra tradizione cristiana. Cito da un testo apparso sul Corriere del Ticino venerdì scorso: «"... avevo fame e voi mi avete dato da mangiare, avevo sete e mi avete dato dell'acqua, ero straniero e mi avete ospitato nella vostra casa, ero nudo e mi avete dato dei vestiti" (dal Vangelo di San Matteo 25, 31-46). (…) La nuova legge svizzera sull'asilo, in votazione il prossimo 9 giugno, è destinata a ridurre il numero dei perseguitati accolti in Svizzera. E chi la voterà? (…)"Tutto quello che non avete fatto per aiutare anche l'ultimo di questi miei fratelli, non l'avete fatto neanche per me! ". Queste sono le parole dell'Onnipotente, invocato per ben quattro volte nelle poche righe del Salmo svizzero, quello che secondo la maggioranza del Gran Consiglio si dovrà imparare a memoria nelle scuole ticinesi. Si capisce perché la Chiesa cattolica svizzera e la Chiesa protestante svizzera abbiano raccomandato di votare contro questa legge federale.» Sono passaggi di un’opinione di Paolo Bernasconi. Nessuno mette in dubbio che la gestione dei richiedenti asilo sia un disastro. Occorrono urgentemente efficienza e buonsenso. Per fare la cosa giusta, per noi e per gli altri, ci vuole cervello oltre che cuore. Ma le proposte che votiamo il 9 giugno contengono misure totalmente contrarie al buonsenso. Si vuole vietare di far domanda di asilo in un’ambasciata svizzera all’estero, dove funzionari svizzeri, con criteri svizzeri, e la conoscenza delle circostanze nel paese estero, possono valutare la situazione. Invece si vogliono obbligare i fuggiaschi ad affrontare i pericoli del viaggio, arricchire i criminali passatori, dolori e danni inimmaginabili… per poi, noi svizzeri, affrontare i costi di gestire i fortunati arrivati fino in Svizzera, e quelli di un eventuale rimpatrio! Una proposta totalmente contraria alla logica! La Svizzera può gestire la cosa in maniera efficiente, competente, a costo ridotto, e invece vuol fare il contrario. Già solo per questo motivo voterò NO. Una politica d’asilo ragionevole dovrebbe inoltre occupare le persone in attesa di decisione, e non costringerle a ciondolare in mezzo a mille tentazioni. Di lavori di pubblica utilità ce ne sono fin troppi, senza che si "rubi" il lavoro agli svizzeri. Pulire i boschi, assistere gli anziani nei ricoveri, ricostruire i muri a secco che ora crollano sotto l'incuria... È una crudeltà stupida obbligare le persone all'ozio, senza la possibilità di fare qualcosa di utile, di ricambiare l'ospitalità. I Verdi di Lugano hanno fatto due mozioni in questo senso, ancora in attesa di essere discusse. Melitta Jalkanen, Ruvigliana

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