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Melitta Jalkanen - Il 3 marzo voterò in difesa del Ticino
Redazione
14 anni fa

Il 3 marzo voterò per la pianificazione del territorio, per difendere i lembi ancora rimasti del meraviglioso Ticino, ormai gravemente tartassato da interessi singoli, piccoli e grandi. La nuova legge è buona, frena gli speculatori senza gravare sul proprietario di un pezzetto di terra o una casetta. La legge in votazione non lede gli interessi dei piccoli proprietari che desiderano mantenere il proprio spazio verde senza costruirlo, o la casa di modeste dimensioni senza sfruttare al massimo quello che il nuovo piano regolatore permetterebbe. Questi interessi di proprietà non subiranno pressioni. Eppure, vedendo i manifesti, e ascoltando i ticinesi in questi giorni è evidente che qualcuno cerca con tutti i mezzi di vendere lucciole per lanterne, facendoci credere che la nuova legge spinga i proprietari a cementificare il territorio, perché si verrebbe tassati secondo il potenziale di edificazione, anche se non realizzato. E che nel caso estremo un modesto proprietario potrebbe vedersi costretto a vendere la sua casa o terreno perché non avrebbe i soldi per pagare le tasse. Non è vero. Forse crea confusione il messaggio per una Legge cantonale sullo sviluppo territoriale, ora all’esame del Gran Consiglio, ma non è quella la legge che si vota il 3 marzo. Di sicuro ci sono forti e grossi interessi di grandi affari, che verrebbero vanificati dalla nuova legge. Quindi è comprensibile che si cerchi ogni mezzo per seminare il dubbio, e convincere i votanti a rifiutare la difesa del territorio. La nuova legge, oggetto della votazione il 3 marzo, è uno strumento a lungo aspettato contro la speculazione. Permette di evitare sotterfugi come l’artificiosa rarefazione dei terreni che fa lievitare i prezzi. Permette anche – cosa molto importante per i Verdi – un minimo di indipendenza e qualità alimentare in Ticino, perché i terreni agricoli non saranno così facilmente trasformati in centri commerciali, capannoni e asfalto, fenomeno attualmente in corso. Non facciamoci ingannare dai manifesti «Berna vuole pianificare il Ticino» con le immagini di palazzoni. Non è Berna che ha demolito e cementificato il Ticino, perdipiù con palazzi vuoti, morti, oggetti di speculazione. In Ticino sono gli architetti e imprenditori edili e immobiliaristi nostranissimi, che ci troviamo da decenni ai vertici massimi del potere politico e lustro sociale, e che hanno avuto mani libere e nessun ritegno. Se siete tra loro, votate NO. Ma se volete difendere il Ticino per le future generazioni, votate SI.

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