
Il 23 settembre saremo chiamati a esprimerci sul controprogetto che mira ad aggiungere le piste ciclabili all’articolo costituzionale introdotto nel 1977 a seguito dell’accettazione dell’iniziativa “Per l’incremento di sentieri e viottoli” come già a quel tempo era stato proposto era stato proposto e accettato dal Consiglio Nazionale, ma la Camera dei Cantoni si era opposta. Quarantuno anni dopo la situazione viaria è radicalmente mutata e le due ruote possono essere un valido contributo a decongestionare in particolare il traffico cittadino. Oggi in Svizzera gli spostamenti inferiori 5 chilometri rappresentano circa la metà degli spostamenti in auto e l’80% dei tragitti in autobus e tram; queste distanze possono essere coperte in 15-20 minuti in bicicletta senza lo stress del traffico o l’affanno di trovare un posteggio e con la libertà di non dipendere da orari prestabiliti.
Con l’accettazione del controprogetto la Confederazione “può promuovere e coordinare” i provvedimenti dei Cantoni e di terzi per la realizzazione di piste ciclabili, questa forma potestativa è l’importante sfumatura fra l’iniziativa e il controprogetto in votazione. L’obiettivo è quello di promuovere la mobilità ciclistica creando infrastrutture adeguate affinché sempre più svizzeri decidano serenamente di utilizzare la bicicletta per i piccoli spostamenti, perché in molte realtà l’utilizzo della propria due ruote a pedali non può prescindere da una buona dose di coraggio. E questo deve cambiare se vogliamo che le bici escano dal sottoscala non solo per le gite domenicali o per fare attività fisica così come si deve assolutamente invertire la tendenza al rialzo del numero di ciclisti feriti o morti in un incidente, quando ogni anno la medesima statistica per pedoni, automobilisti e motociclisti registra una diminuzione.
Per questa ragione il prossimo 23 settembre pronuncerò un deciso sì al controprogetto all’iniziativa per la bici.
Mauro LancianesiCoordinatore I Verdi del Mendrisiotto
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