
L’opinione di chi vi scrive in merito al tema della fusione dei comuni di Ponte Tresa, Croglio, Sessa e Monteggio è rissumibile in: progetto fumoso. Il comune di Tresa, secondo i fautori di questo progetto, dovrebbe essere un comune per le famiglie, un comune per il tempo libero, un comune di cultura, un comune a vocazione turistica. Questo nuovo comune dovrebbe altresì, sempre da parte degli artefici di questo esercizio di geopolitica locale, subire incremento di servizi.Vorrei partire da questo punto: la valle della Tresa ha subito nel corso degli ultimi anni una moria di servizi ed esercizi. Il progetto così come proposto non va ad agevolare in alcun modo l’insediamento di nuovi commerci, così come va a nuocere ai già pochi servizi presenti. Un esempio semplice ed immediato? In tutta la valle ( da Fornasette a Ponte Tresa si impiega 10 minuti in auto, immaginate salire nelle varie frazioni) sono presenti due (ad essere generosi) uffici postali; con la formazione del comune di Tresa: un comune, un ufficio postale. Punto.Tresa, per le famiglie. Il traffico ormai attanaglia il Malcantone da tre decenni. Con quale spirito una famiglia dovrebbe scegliere di insediarsi nel comune di Tresa sapendo di doversi fare al minimo 2 ore di colonna al giorno? Il progetto del comune di Tresa così come è stato presentato alla popolazione non ha saputo fornire risposta. Neanche alla fuga di giovani, se per questo.Così come nella serata informativa, la commissione non è stata in grado di dare lustro alla presunta e supponente vocazione turistica e culturale. Abbiamo manufatti e reperti preromani, castelli, torri, miniere d’oro, un retaggio storico che ci collega con Sanpietroburgo e con Napoleone. Di tutto ciò? Niente, niet, nada, nagòtt. Unico abbozzo millantato è una pista ciclabile del resto già prevista. Resto scettico sul fatto che rinominare un territorio sia il trampolino di lancio per una vocazione turistica.Durante la già citata serata informativa mi sono permesso di domandare alla commissione, quali problemi questa aggregazione avrebbe risolto. “Lo scopo dell’aggregazione NON è quello di risolvere problemi” Parole testuali del On. Marchesi. L’Aggregazione non serve a niente.Penso di poter asserire che la popolazione di Monteggio, Sessa, Croglio e Ponte Tresa vi domandi una sola cosa ed una soltanto, la stessa cosa che vi domanda da tre decadi. La strada. È così semplice, eppure non fate nulla. Al contrario, questa commissione ha spudoratamente ignorato la questione delegando così come in uso da decenni al Cantone, alla Confederazione, al Santo Padre.Un’aggregazione che impoverisce l’intera vallata, non risolve nulla, non ha una contropartita, ma soprattutto non è stata ne voluta ne richiesta da nessuno. Tutto quanto proposto è stato un coagulo di ‘se’, ‘potrebbe’, ‘vedremo’. Niente di certo, niente di concreto.Quello che emerge dallo studio di fattibilità sull’aggregazione è semplicemente che i calcoli presentati su supposizioni da parte degli stessi fautori sono coerenti, ovvero che chi vuole l’aggregazione ha proposto delle cifre che avallano il loro volere. Certamente non uno studio neutrale. Un po’ poco per un cambiamento così drastico.
Grazie ma No grazie.
Maurizio Pietro Taiana, Cröi.
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