
Generazione Giovani prende atto con dispiacere del rifiuto del Gran Consiglio di istituire il voto per corrispondenza anche nell’ambito delle elezioni comunali e cantonali. La proposta, lanciata dalla nostra rappresentante in Gran Consiglio Nadia Ghisolfi, era innanzitutto intesa a consentire ai numerosi ticinesi agli studi fuori Cantone di meglio esercitare il loro diritto di voto. E' sconfortante constatare come questa legittima e democratica aspirazione abbia dovuto scontrarsi con una serie di pregiudizi obsoleti, prima ancora che inconsistenti. Finché le richieste dei giovani di migliorare la loro partecipazione politica saranno frustrate da cervellotiche opposizioni basate su dinamiche e schemi vecchi del secolo scorso, non si potrà pretendere dai giovani che si avvicinino con entusiasmo e passione alla politica. Dal Gran Consiglio è stata calata una “lezione” di sfiducia verso la capacità dei cittadini e dei giovani di decidere in modo autonomo, ma pure sulla qualità del nostro sistema democratico. E' particolarmente deludente e contraddittorio l’atteggiamento di quei partiti che avrebbero addirittura voluto introdurre il voto per i 16enni, ma poi non accettano che un 18enne possa votare per corrispondenza, temendone l’influenzabilità. Non resta che aspettare tempi più propizi, in cui, dopo due secoli di lotta politica, certi steccati mentali possano finalmente essere superati. A beneficio dei giovani e dell’intero sistema. Maurizio Agustoni, presidente del Movimento giovanile PPD
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