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Maurizio Agustoni: AlpTransit, un buco nell’acqua?
Redazione
16 anni fa

Generazione Giovani, il Movimento giovanile del PPD, ha accolto con grande stupore le recenti proposte dell’Ufficio federale dei trasporti e delle FFS sui progetti ferroviari previsti nei prossimi anni. In particolare, ad essere penalizzato è l’asse di transito Nord-Sud, essenziale per i traffici e l’economia del Canton Ticino, per il quale non è previsto il completamento di AlpTransit a sud di Lugano e verrebbero rimandate le essenziali circonvallazioni nel Sopraceneri (Bellinzona). Queste proposte rischiano di vanificare in parte l’utilità della nuova trasversale alpina, perché si creerebbe un effetto imbuto a sud di Lugano, visto che il traffico di transito “veloce” si troverebbe inserito nelle vecchia linea del Gottardo, con una notevole perdita di tempo ed interesse per questo asse di transito. Medesimo discorso vale per la prima tratta di AlpTransit in Ticino, quella che scorre in Riviera e Bellinzonese: i convogli uscirebbero ad alta velocità dalla galleria di base, per ritrovarsi pochi chilometri dopo di nuovo su una linea che non può sopportare tali andature. Avremmo quindi una linea a “corrente alternata”, dove i treni dovrebbero sempre modificare le velocità su di una tratta relativamente breve, se vista nel complesso delle linee di trasporto europee. Tre sono di conseguenza le ricadute negative per il Ticino: La perdita di interesse per la linea Nord-sud del Gottardo, quella che unisce il nostro Cantone alle grandi conurbazioni della Germania e alla Pianura Padana, una linea ferroviaria che già l’Unione europea non ha considerato come prioritaria. Questa mossa non farebbe altro che rafforzare altri assi di transito (ad esempio la futura Torino-Lione), mettendo fuori gioco dai commerci internazionali non solo il Ticino, ma anche l’intera Svizzera. Le spese miliardarie sostenute in questi decenni verrebbero così vanificate! La qualità di vita di alcune zone del Cantone subirebbe un notevole peggioramento; senza circonvallazioni, gli agglomerati di Bellinzona e Lugano verrebbero invasi proprio nel loro centro da un flusso notevole di traffico merci che, oltre ad una certa pericolosità, andrebbe ad aumentare l’impatto fonico sui centri abitati, già oggi non indifferente. La perdita di interesse e di attrattività del Ticino come piattaforma di insediamento per gruppi esteri attivi nel commercio internazionale porterebbe a conseguenze gravissime per l’intera piazza economica. Inoltre, ne risentirebbe tutta l’economia cantonale direttamente od indirettamente legata alle esportazioni, alle spedizioni, ai servizi, ai transiti di merci e persone e così via. Questa proposta, presa in contraddizione con precedenti decisioni e rassicurazioni del Consiglio federale, dimostra una totale mancanza di coerenza con gli obbiettivi strategici di Alptransit, voluto dalla popolazione e finora costato molti miliardi, e poca considerazione nei confronti del nostro Cantone. Non è la prima volta che gli Uffici federali - in particolare quelli che fanno capo al DATEC - trascurano completamente il Ticino; Ferrovia 2030 costituisce tuttavia un caso particolarmente grave, perché così facendo viene oltretutto snaturato e sminuito un progetto strategico per l'intero Paese come Alptransit, a suo tempo considerato "epocale". Generazione Giovani si farà portavoce di queste preoccupazioni ticinesi con una lettera indirizzata al Consigliere federale Leuenberger, nella quale si chiederà di rivedere queste proposte penalizzanti per l’economia del nostro Paese e che non vanno di certo ad aumentare l’attrattività del trasporto pubblico e il necessario trasferimento del traffico pesante dalla strada alla ferrovia, che il nostro Movimento giovanile ha sempre sostenuto! Generazioni chiede inoltre al Consiglio di Stato, e in particolare al Dipartimento del Territorio, di fare quanto possibile per tutelare gli interessi del Ticino nell'ambito della procedura di consultazione, per non privare il nostro Cantone di un'infrastruttura fondamentale per la viabilità e lo sviluppo eco

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