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Mattia Tagliaferri - Quanta bile, cara De Dea
Redazione
13 anni fa

La sezione Locarnese del Partito Comunista (PC) non può che accusare la (fortunatamente) ex municipale di Locarno Renza De Dea di continuare a voler mettere pressione ai cittadini, affinché il progetto fintamente culturale della Casa del Cinema possa andare in porto. Dopo la sottoscrizione di De Dea - assieme a una folta masnada di già membri dall'esecutivo cittadino - dell'ormai noto volantino in cui si invitava la popolazione a non firmare il referendum, prassi assolutamente anti-democratica a cui non si è certo abituati in Ticino, dobbiamo ora sorbirci la proposta di pubblicare i nomi di chi ha firmato il referendum contro il già citato progetto. Già oggi molta gente, soprattutto dipendenti comunali, ha preferito non firmare per paura di ripercussioni e ora De Dea vorrebbe addirittura passare alla "schedatura dei dissidenti".

Il PC tiene innanzitutto a sottolineare quanto già detto dal Cantone, ovvero l'impossibilità legale di un simile atto. Ci si stupisce che Renza De Dea non lo sappia. Probabilmente non ci troviamo di fronte a un caso di ignoranza, ma all'ennesimo e riprovevole tentativo di voler instillare paure nella gente, evidente segno di mancanza di argomenti dei sostenitori della Casa del Cinema, i quali stanno facendo di tutto per evitare un confronto democratico. I risultati si mostrano chiaramente con la violenza verbale e purtroppo anche fisica, che è emersa durante il periodo di raccolta delle firme.

Il PC rifiuta questa prassi politica e invita il fronte dei favorevoli alla Casa del Cinema a voler abbassare i toni - soprattutto Senza De Dea - prima che gli stessi perdano completamente la faccia di fronte alla popolazione.

Maglia Tagliaferri, responsabile sezione locarnese del Partito Comunista

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