
La sezione Locarnese del Partito Comunista (PC) non può che accusare la (fortunatamente) ex municipale di Locarno Renza De Dea di continuare a voler mettere pressione ai cittadini, affinché il progetto fintamente culturale della Casa del Cinema possa andare in porto. Dopo la sottoscrizione di De Dea - assieme a una folta masnada di già membri dall'esecutivo cittadino - dell'ormai noto volantino in cui si invitava la popolazione a non firmare il referendum, prassi assolutamente anti-democratica a cui non si è certo abituati in Ticino, dobbiamo ora sorbirci la proposta di pubblicare i nomi di chi ha firmato il referendum contro il già citato progetto. Già oggi molta gente, soprattutto dipendenti comunali, ha preferito non firmare per paura di ripercussioni e ora De Dea vorrebbe addirittura passare alla "schedatura dei dissidenti".
Il PC tiene innanzitutto a sottolineare quanto già detto dal Cantone, ovvero l'impossibilità legale di un simile atto. Ci si stupisce che Renza De Dea non lo sappia. Probabilmente non ci troviamo di fronte a un caso di ignoranza, ma all'ennesimo e riprovevole tentativo di voler instillare paure nella gente, evidente segno di mancanza di argomenti dei sostenitori della Casa del Cinema, i quali stanno facendo di tutto per evitare un confronto democratico. I risultati si mostrano chiaramente con la violenza verbale e purtroppo anche fisica, che è emersa durante il periodo di raccolta delle firme.
Il PC rifiuta questa prassi politica e invita il fronte dei favorevoli alla Casa del Cinema a voler abbassare i toni - soprattutto Senza De Dea - prima che gli stessi perdano completamente la faccia di fronte alla popolazione.
Maglia Tagliaferri, responsabile sezione locarnese del Partito Comunista
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