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Mattia Tagliaferri - Limite al deficit? Tagli nel sociale!
Redazione
14 anni fa

Il governo ticinese nei giorni scorsi ha avanzato la proposta di inserire nella Costituzione cantonale un limite al disavanzo del bilancio pubblico. Secondo il Dipartimento Finanze ed Economia (DFE) questa manovra garantirebbe la gestione trasparente ed equilibrata dei conti pubblici e, se il Granconsiglio dovesse accoglierla, il deficit - a partire dall’anno 2014 - non potrebbe più superare il 3% dei ricavi. Il Partito Comunista si dichiara fortemente preoccupato da questa riforma, che si accomuna chiaramente ad analoghe proposte che arrivano in tutto il mondo occidentale (dagli USA all’Italia), in quanto renderebbe subalterne le scelte politiche del Parlamento (e della stessa democrazia diretta) ai vincoli contabili, definiti senza possibilità di adeguarli alle necessità contingenti del paese. Inoltre si annullerebbe di fatto la valenza di molti degli altri diritti garantiti dalla Costituzione: un simile vincolo spianerebbe infatti la strada a forti tagli alla socialità e all’educazione. Ben cinque premi Nobel per l’economia, di simpatie non certo di sinistra, ma ben saldamente orientati al liberalismo, contestano fra l'altro questa politica. Infatti in un periodo di crisi i risvolti sull’economia potrebbero essere molto gravi: con la diminuzione del gettito fiscale e l’aumento delle spese degli ammortizzatori sociali (ad esempio l'assicurazione disoccupazione, l'assistenza sociale, ecc.) – aspetti evidenti durante una congiuntura negativa - il deficit non fa che aumentare. Questo aumento non è necessariamente negativo, in quanto può salvaguardare il potere d’acquisto delle classi sociali meno abbienti. Mattia Tagliaferri, Partito Comunista

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