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Matthias Bizzarro - No ad un sistema sanitario a due velocità
Redazione
12 anni fa

Cassa unica – no ad un sistema sanitario a due velocità

La direzione dei premi di cassa malati negli ultimi anni è una sola: verso l’alto. Persino una grande riforma del sistema di finanziamento ospedaliero non è servita a ridurre i premi di cassa malati. Ecco che, quindi, casca a fagiolo l’iniziativa per una cassa malati unica, che identifica chiaramente chi sono i nemici da combattere per ridurre i premi: le casse malati, la libera concorrenza, la libera scelta del tipo di premio e la libera scelta del medico. Con una “megacassa” di diritto pubblico, al posto di casse private concorrenti, con un solo premio per cantone, al posto di modelli differenziati per regole e prezzi, ci dice la sinistra, risparmieremo moltissimo denaro e, per di più, nessuno ci romperà più le scatole con quella fastidiosa pubblicità per cambiare cassa ogni anno - e che cavolo!

Forza allora, perché non andiamo tutti a riporre un sì nell’urna il 28 settembre?

Ebbene, ci sono importanti motivi per cui, invece, si tratta di una pessima idea. Mi permetterò di esporne alcuni, senza pretesa di completezza. Intanto comincio col costatare che in Svizzera abbiamo un ottimo sistema sanitario. Alcuni esempi? Chiunque, senza distinzioni di classe sociale, può accedere immediatamente a trattamenti di alta qualità. Chiunque, se non soddisfatto dalla propria cassa malati (perché, ad esempio, i consulenti sono scortesi, o perché i tempi di rimborso sono lunghi, o per altri motivi), la può cambiare liberamente. Stessa cosa dicasi del proprio medico, generico o specialista. Chi ha difficoltà a pagare i premi viene aiutato con sussidi statali. Il sistema sanitario, poi, è libero da debiti. Pensate sia poco? Basta guardare ai sistemi a cassa unica presenti nei paesi vicini per capire che così non è: il sistema sanitario italiano ha debiti per 46 miliardi di franchi, quello francese per 116 miliardi – un bel regalo per le prossime generazioni! I sistemi statali (fiscali o a cassa unica), come quello francese e quello italiano, conoscono tempi d’attesa biblici per l’accesso agli specialisti (solitamente questi spariscono magicamente se invece si paga di tasca propria..), per non parlare del fatto che il cittadino è nelle grinfie di funzionari sanitari onnipotenti. Questo si traduce in un divario nell’accesso alle cure tra alti e bassi redditi. In generale i Paesi con modelli basati sulla concorrenza, tra cui il nostro, ottengono punteggi molto più alti rispetto ai sistemi a cassa unica per quanto attiene all’accessibilità delle cure mediche. In effetti, le prestazioni che in Svizzera rientrano nella norma in altri paesi a cassa unica sono appannaggio dei più abbienti: è la medicina a due velocità, alla quale ci opponiamo strenuamente.

Certo, il nostro sistema è lungi dall’essere perfetto. La soluzione, però, sta nell’affinare il modello di concorrenza. In questo senso, il nuovo sistema di compensazione dei rischi adottato dal Parlamento e che entrerà in vigore nel 2015, permetterà di migliorare ulteriormente il funzionamento della concorrenza tra casse, che saranno ancora più spronate a migliorare l’efficienza (ad esempio con l’utilizzo di modelli alternativi o con un maggiore controllo delle fatturazioni ospedaliere), lasciando finalmente da parte la “caccia ai buoni rischi”.

Ritengo importante preservare il nostro sistema sanitario qualitativamente eccellente per tutti, mentre mi oppongo ad una sanità a due velocità. Voglio rimanere un libero cliente dell’assicurazione che ho scelto e mi rifiuto di diventare un “suddito” di una megacassa di funzionari. Per questi motivi voterò NO ad una cassa unica il 28 settembre.

Matthias Bizzarro, presidente Giovani Liberali Radicali Ticinesi

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