Cerca e trova immobili
Ospiti
Matthias Bizzarro - 1:12, un boomerang che non giova a nessuno
Redazione
13 anni fa

Ai datori di lavoro svizzeri deve essere vietato di corrispondere ai dipendenti meglio retribuiti uno stipendio mensile superiore a quanto percepito dal dipendente meno pagato in un anno. Questo il succo dell’iniziativa 1:12. Insomma, un’iniziativa tutto sommato condivisibile, si sarebbe portati a dire. Dopotutto sono ancora recenti i casi dei superstipendi che hanno fatto indignare l’opinione pubblica. Perché mai qualcuno potrebbe opporsi a questo limite?

La realtà è che di motivi ce ne sono parecchi, anzi, decisamente troppi.

Da liberale comincio col dire che le imprese non appartengono allo Stato e pertanto non sta allo Stato dettare ad un’impresa come debba remunerare i propri quadri dirigenti. Questo attentato alla libertà di commercio ed alla libertà contrattuale sarebbe peraltro davvero incoerente con il concetto alla base dell’iniziativa Minder, ossia che è il proprietario (gli azionisti) di un’impresa a dover decidere in merito alle remunerazioni della dirigenza.

I motivi determinanti che mi spingono a respingere quest’iniziativa però sono altri. Ridotto al nocciolo si potrebbe dire che da questa iniziativa non ci guadagna nessuno e ci perdiamo tutti. Non ci guadagna nessuno perché è evidente che nessun’impresa aumenterà gli stipendi del personale meno qualificato per poter mantenere il livello di remunerazione dei manager: semplicemente un’impresa svizzera, confrontata con concorrenza nazionale o internazionale, non se lo può permettere. Molto più verosimili sono invece misure alternative quali l’outsourcing e l’automazione di processi produttivi, che creeranno più disoccupazione e precariato proprio nelle fasce più deboli. Questo è il primo effetto boomerang.

Veniamo al secondo effetto boomerang: L’iniziativa condurrebbe anche ad un aggiustamento verso il basso del sistema di retribuzione delle imprese. Infatti, una diminuzione dei salari dei quadri superiori avrebbe logicamente un effetto a catena su quello dei quadri medi ed inferiori e, in ultima analisi, su quello dei salari più bassi, poiché il sistema di retribuzione di un’impresa riflette i vari livelli di responsabilità, di formazione e di esperienza.

Terzo effetto boomerang: oggi il 10% dei contribuenti più facoltosi garantisce il 75% delle entrate dell’imposta federale diretta delle persone fisiche. Per via della progressione, l'eliminazione dei salari molto alti avrebbe effetti nefasti sulle entrate fiscali. Uno studio dell’università di San Gallo ha ipotizzato perdite di fino a 1,6 miliardi di franchi solo per l’imposta federale diretta. La Confederazione (per non parlare dei Cantoni e dei Comuni) dovrebbe quindi ridurre le uscite (a svantaggio soprattutto dei ceti meno abbienti) o aumentare le imposte (a svantaggio di tutti).

Quarto effetto boomerang: Il „risparmio“ delle imprese grazie alla 1:12 verrebbe molto verosimilmente distribuito agli azionisti. Sui dividendi, però, (al contrario che sul reddito da lavoro) non sono prelevati contributi sociali. Questa differenza fa sì che, in caso di diminuzione degli stipendi più alti, l’AVS perderebbe contributi stimati in miliardi di franchi, con la conseguenza che ci troveremo tutti una maggiore deduzione per i contributi sociali in busta paga.

Potrei andare avanti a citare conseguenze negative dell’iniziativa. Alla fine però la questione si riduce alla conclusione che tutti ci perdiamo e nessuno ci guadagna da questa iniziativa. Vogliamo davvero sobbarcarci queste conseguenze negative per placare l’indignazione (comprensibile) di alcuni e la malcelata invidia di altri?

Matthias Bizzarro, Presidente GLRT

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata