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Matteo Quadranti - Togliamo le religioni alla commissione scolastica
Matteo Quadranti - Togliamo le religioni alla commissione scolastica
Matteo Quadranti - Togliamo le religioni alla commissione scolastica
Redazione
10 anni fa

Mozione presentata da Matteo Quadranti

Premesse:

1 Una proposta d’ordine (eccezione di incompetenza, sospensione o rinvio a una Commissione, all’Ufficio presidenziale o al Consiglio di Stato) ha la precedenza nella discussione e nel voto.

3 Una proposta d’ordine può essere formulata in ogni tempo nel corso delle deliberazioni. La discussione deve limitarsi alla stessa.

Giusta l’art. 32 LGC

1 Le Commissioni preparano la discussione su tutti gli oggetti di loro competenza, presentando i relativi rapporti.

2 Il Gran Consiglio decide l’attribuzione degli oggetti alle singole Commissioni in base alle loro competenze. In caso di urgenza, decide il Presidente.

Per 3 ragioni chiedo che le due iniziative in merito all’insegnamento delle religioni vengano attribuite ad altra commissione che non sia la commissione scolastica, e meglio:

A mio modo di vedere bisogna innanzitutto porsi il quesito preliminare, quindi anche o soprattutto costituzionale, a sapere quale dei due modelli oggi proposti dalle due iniziative (“a doppio binario” o cosiddetto “misto”) rispetta o meno, o comunque rispetta di più la Costituzione federale e quella ticinese. Questo è un elemento cardine per poter poi affrontare in modo corretto ed imparziale il resto dei contenuti delle iniziative. Le Commissioni Costituzione o quella della legislazione a cui propongo vengano assegnate le iniziative mi paiono essere più in grado, o se volete per non offendere nessuno, più mirate per le loro competenze (nel senso dell’art. 32 cpv. 2 LGC) ad affrontare la questione costituzionale.

La Commissione scolastica aveva e pare aver già, almeno in una maggioranza dei suoi commissari, manifestato la propria preferenza verso uno dei due sistemi, quello “misto”, tanto è che diversi di essi hanno sottoscritto l’iniziativa Dadò (Polli, Guerra, Ortelli, Morisoli, Pellanda) ed altri non hanno fatto mistero della loro preferenza. Mi chiedo come peraltro abbiano potuto farsi un’idea della mia nuova iniziativa visto che non era pubblicata (nella sua integralità) prima della presentazione dell’Iniziativa Dadò. Se ci trovassimo in un sistema “giudiziario” tale Commissione (o maggioranza della stessa) sarebbe da “ricusare” perché di fatto ha già anticipato il proprio “giudizio” e vi sarebbero dei conflitti d’interesse tra commissari e firmatari dell’iniziativa Dadò. Orbene, mi rendo conto ovviamente che non siamo né in un tribunale né in una causa giudiziaria (anche se alla fine con dei ricorsi ci si potrebbe anche arrivare), ma in un sistema democratico, con tutta la separazione dei poteri che volete e che è giusto che ci siano, ritengo che alcune forme di imparzialità (per una corretta preparazione delle discussioni) e garanzia dei procedimenti decisionali corretti, debbano stare ed essere date anche nel processo di disamina di una o più iniziative legislative di questo parlamento. In fondo è nell’interesse sempre di tutti noi 90 deputati di poter essere compiutamente informati su ciò che dobbiamo poi votare. Le Commissioni devono ex art. 32 LGC preparare la discussione e per far questo noi dovremmo sapere che il lavoro verrà approfondito senza opinioni pre-stabilite, pre-concette, pre-confezionate, senza essere sbrigativi o, altro rischio possibile, senza far melina per mantenere lo status quo,... Pensiamo ad esempio al fatto che con la Legge sull’informazione e la trasparenza anche il Governo e l’Amministrazione, terzo potere dello Stato, è chiamato ad essere trasparente nei suoi processi decisionali a garanzia della democrazia. Lo stesso valga per il Parlamento e le sue commissioni.

Ovviamente il quesito formale che pongo oggi, non è solo per il caso specifico, ma potrebbe valere per eventuali futuri casi e ragion per cui forse la Commissione LGC potrebbe chinarvisi.

Come indicato il mio parere è che mandare/rimandare le due iniziative sul tema della storia delle religioni alla Commissione scolastica quando questa ha già fatto sapere a tutto il Cantone e a mezzo stampa cosa ne pensa e quale sarà l’esito, mi pare esercizio alibi, spiccio e quindi non mi dà l’impressione che la questione venga rivalutata e riconsiderata con nuovi occhi. In breve non mi pare esercizio sufficientemente democratico e trasparente. Osservo che non mi consta che la tematica costituzionale – soprattutto nell’ottica dei due modelli a confronto - sia mai stata affrontata in quella commissione tanto è che in nessuna presa di posizione pubblica è stata accennata. Oltre a ciò seppur elemento forse secondario, il sottoscritto che aveva ripreso la precedente iniziativa Sadis nemmeno era stato mai convocato dalla Commissione scolastica per essere sentito: ciò che di regola andava semmai fatto all’inizio e non certo e forse quale ultimo atto “istruttorio”. Ritengo che questo costituisse una violazione dell’art. 109 LGC. A mio modo di vedere quindi solo un’altra commissione - per questo caso specifico - potrà fornisce sufficienti garanzie.

Mi pare infine che la Commissione scolastica abbia già ritenuto di ritenersi più qualificata professionalmente in materia di insegnamento, metodiche e contenuti dell’insegnamento, di quanto non sia l’Autorità Universitaria alla quale questo Cantone ha deciso di affidare la formazione dei docenti: La SUPSI, il suo DFA.

Pertanto mi riconfermo nella mia richiesta e propongo l’attribuzione delle citate iniziative alla commissione costituzione e diritti politici o a quella della Legislazione .

Matteo Quadranti, deputato PLR

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