
In data 14 gennaio ho presentato una Interrogazione nella quale chiedo al Governo se ritiene di dover metter mano alla Lfid - Legge cantonale sulle professioni di fiduciario finanziario, immobiliare e commercialista previa eventuale consultazione delle parti interessate tra cui ovviamente anche le Associazioni di categoria raccolte sotto il cappello della Federazione ticinese delle Associazioni di Fiduciari (FTAF, nata nel 1992).
Tutte associazioni che mirano a tutelare gli interessi dei fiduciari iscritti, ma anche indirettamente dei clienti e la dignità della professione, ragion per cui hanno un interesse a fare in modo di tenere alto il livello qualitativo e di serietà dei propri membri.
Una interrogazione parlamentare è una serie di semplici domande fatte da un parlamentare al Governo il quale è tenuto a rispondere per legge, entro un termine possibilmente utile, e per cortesia, perché domandare è lecito e rispondere educazione. Per contro le interrogazioni sono percepite talvolta come delle affermazioni categoriche dell’interrogante.
Ciò detto, la presidente della FTAF sollecitata dalla stampa ha prontamente ritenuto di dover confermare genericamente che la Legge cantonale resta assolutamente necessaria. Resta lecito dissentire.
Devo precisare che l’entrata in vigore il 1° gennaio 2020 delle leggi federali sui servizi finanziari (LSerFi) e sugli Istituti finanziari (LISFI) obbligano ad abrogare le norme cantonali vigenti in materia di fiduciari finanziari e ciò in base all’art. 78 della pOIsFi e quindi non si tratta di una opinione del sottoscritto. Perciò la Lfid va almeno in parte abrogata. Le leggi federali prevedono comunque dei controlli da parte della FINMA, di organismi di autodisciplina (in parte) nuovi e di organismi nuovi di mediazione. Ne consegue che non si instaura di certo, anzi, l’anarchia o la totale liberalizzazione del mercato. Infatti, tali leggi mirano a tutelare i clienti e non le categorie professionali che potrebbero avere un loro interesse a mantenere un regime autorizzativo svolto peraltro dallo Stato (Autorità di vigilanza, quale Unità amministrativa autonoma) e poi utilizzato dalle associazioni per accettare o meno i propri membri.
Va altresì ribadito che la Lfid è l’unica nel suo genere a livello nazionale e il Ticino è l’unico cantone in Svizzera a regolamentare l’esercizio della professione. Difficile forse sostenere ancora oggi che il Ticino sia più a rischio o problematico che i Cantoni di Ginevra, Grigioni o Zurigo per quanto attiene ad eventuali avventurieri. Avventurieri punibili già sulla base delle norme penali esistenti e previste anche dalle nuove norme federali. Reati penali ai danni dei clienti vengono commessi, purtroppo, sia da chi è stato autorizzato sia e soprattutto da chi imbastisce truffe o appropriazioni indebite guardandosi bene dall’annunciarsi ufficialmente all’autorità. La legge sul mercato interno, di cui la Lfid già deve tener conto, ci dovrebbe portare piuttosto verso una armonizzazione col resto della svizzera abolendo laddove possibile regimi autorizzativi che non sono di tradizione liberali. Il caso dello scandalo “Porto o Azul” menzionato dalla presidente della FTAF invero non dimostra a mio parere l’utilità della Lfid nemmeno nell’ambito immobiliare nella misura in cui il cittadino italiano domiciliato nel luganese e gerente della Sagl di Lugano in cui i truffati si sono venuti a trovare ingannati depositando ingenti investimenti per una operazione immobiliare peraltro in Belize, non mi risulta fosse iscritto all’albo dei fiduciari immobiliari (o meglio finanziari visto che nello specifico si trattava di raccogliere fondi) e se lo fosse stato, ebbene sarebbe sfuggito ad una vigilanza sufficiente proprio perché chi vuol delinquere spesso sta alla larga dall’ufficialità ma resta per fortuna punibile sulla base di norme del codice penale.
Concludendo resto dell’avviso che la Lfid vada rivista se non abrogata in un’ottica liberale lasciando evidentemente e secondo un principio di sussidiarietà orizzontale, alle associazioni private di categoria di promuover verso il pubblico e i clienti il valore e il label di qualità e affidabilità dei propri soci così come prevedere l’autofinanziamento nonché le norme e sanzioni per la corretta esecuzione del mestiere. Un interessante tema di cultura politica liberale su cui dibattere in questo anno, prima del 1.1.2020 comunque.
Matteo Quadranti, deputato e candidato PLR
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