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Matteo Quadranti - Freniamo la fuga di cervelli dal Ticino
Redazione
12 anni fa

Interrogazione - Aiutiamo le nostre migliori menti a restare o ritornare in Ticino

Nella seduta 11 marzo 2014, il Gran Consiglio del Canton Vallese ha fatto proprio un postulato (10.09.2013- no. 4.0059) della deputata Véronique Coppey con il quale si chiedeva al Governo vallesano di adottare delle misure volte a favorire il ritorno in Vallese degli universitari diplomati e attenuare la “fuga dei cervelli”. Già nel 2008, sempre in Vallese, erano stati presentati altri due atti parlamentari volti ad attenuare tale fenomeno (cfr. Mozione e Postulato 13.02.2008 no. 3.138 e 1.212 dei deputati Marc Kalbermatter e Laura Kronig). Anche il Canton Giura ha assunto delle iniziative in tal senso.

Il fenomeno della “fuga dei cervelli” sembra riguardare soprattutto i Cantoni periferici e sprovvisti di Università. Ma in Ticino come ci posizioniamo? Certo la presenza nel nostro Cantone di USI e SUPSI da alcuni anni può aver attenuato il fenomeno ma di certo non lo ha escluso atteso come tutta una serie di facoltà, oltre che opportunità di studio e ricerca, continuano a esistere solo nel resto delle Svizzera quando non all’Estero.

In Vallese oltre il 70% dei giovani laureati non rientrano più nel Cantone d’origine. E in Ticino?

A volte il mercato del lavoro in Ticino non offre le opportunità di lavoro o condizioni salariali concorrenziali per queste menti le quali quindi scelgono di iniziare la propria attività professionale nei luoghi dove hanno studiato o comunque altrove. In questo modo il Ticino perde in capitale umano, in spirito imprenditoriale e, di riflesso, in futuri possibili maggiori entrate fiscali che queste persone qualificate potrebbero apportare. Ma il Ticino, in qualche modo, perde anche a livello di “redditività” del proprio sistema formativo nel senso che il Cantone investe in infrastrutture scolastiche, in formazione primaria, secondaria e specializzata, borse di studio, ecc… ma poi - almeno per le menti che se ne vanno e non tornano – non ne raccoglie i frutti.

Cosa fa o cosa potrebbe fare di più il Cantone Ticino - eventualmente in collaborazione con la Fondazione AGIRE, le associazioni padronali, la rete del sistema universitario e universitario professionale svizzero – per incentivare il rientro in Ticino di questi “nostri cervelli”?

I prestiti di studio concessi in base alla normativa ticinese possono anche giocare un ruolo nella decisione di far rientro in Ticino: per un giovane diplomato che ha ricevuto prestiti importanti di studio si pone la questione di sapere come rimborsare tali importi il più rapidamente possibile. Come è noto i salari nel resto della Svizzera sono più alti che in Ticino e quindi consentirebbero di far fronte prima al rimborso ma poi nel frattempo magari si mette su famiglia, casa…

Ponendo le domande che seguono, ci permettiamo di riflesso e al contempo indicare magari qualche possibile strada da percorrere senza pretesa di essere esaustivi.

Ciò premesso si chiede al Consiglio di Stato:

1) Se vi è una statistica dei diplomati/laureati ticinesi che dopo gli studi fuori dal Ticino, quindi nel resto della Svizzera e del mondo, non fanno rientro nel Cantone per lavorare, risp. avviare una propria impresa?

2) Se a livello di regolamento sulle borse e prestiti di studio si possa immaginare di prevedere che coloro che hanno beneficiato di prestiti di studio e rientrano in Ticino impegnandosi a lavoraci per un numero di anni da definire, possano vedersi annullato l’obbligo di rimborso?

3) Se sia ipotizzabile l’istituzione di un ente cantonale incaricato di coordinare e/o rafforzare le possibili misure atte a far rientrare in Ticino i giovani laureati/diplomati per risiedervi, lavorarvi, creare impresa?

4) Se a tale ente, o tramite altri servizi preposti, possa essere demandato il compito, ad esempio, di:

- Essere presente o rappresentato da delle “antenne” nei vari campus universitari (e politecnici) elvetici per informare gli studenti circa i vantaggi economici e fiscali del Ticino, gli aiuti all’innovazione, la struttura ad es. della Fondazione Agire e i suoi compiti volti al trasferimento della tecnologia dalla ricerca alle imprese, le possibilità di aprire start-up, i vari aspetti amministrativi legati alla gestione di PMI, …

- Agevolare la creazione di una banca dati circa la domanda e l’offerta di lavoro in Ticino;

- In generale, migliorare la comunicazione e il passaggio d’informazioni tra la comunità accademica composta da nostri ticinesi e il nostro Cantone e il proprio mondo economico e del lavoro.

Matteo Quadranti, Maristella Polli, Christian Vitta, Walter Gianora, Stefano Steiger,Andrea Giudici

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