
Mentre, da anni, per il leghismo padano e quello nostrano, insinuare, ingrandire o cavalcare ad ogni occasione scandali veri o presunti degli altri partiti è diventato un metodo per la propria propaganda, ora che lo scandalo coinvolge la Lega Nord, in tutta fretta e furia si vorrebbe che il caso venisse archiviato. Maroni afferma che non vuol più parlare di quanto accaduto, solo qualche giorno fa, ma solo del futuro. Comodo, meglio mettere la sporcizia sotto lo zerbino e far finta di nulla. Giuliano Bignasca minimizza, o meglio banalizza, temendo che qualche ripercussione la si possa subire anche in Ticino. E allora nasce spontanea la domanda a sapere come mai la Lega dei ticinesi, tanto abituata a difendere il Ticino, i ticinesi e la Svizzera (almeno quando gli fa comodo), non abbia ritenuto di dover scendere in campo per sapere se è vero - come hanno riferito vari organi di stampa italiani (noto Stato da loro ritenuto fallimentare e nemico) - che alcuni familiari o stretti collaboratori del Senatur Umberto Bossi potrebbero aver conseguito, o meglio acquistato diplomi e/o lauree facili in Svizzera, e più verosimilmente in Ticino visto che la lingua madre è la stessa? Visto che diversi cittadini comuni, anche giustamente infastiditi, mi hanno sottolineato questa circostanza; ritenuto che il partito che ha la maggioranza relativa in Governo in questo frangente non si pone domande, spetta allora ad un partito che si ispira all’opera del Franscini, e più recentemente di Buffi e Gendotti, di difendere le nostre scuole e università, oltre che tutti i diplomati e laureati ticinesi e svizzeri che i loro titoli di studio se li sono meritati e non comprati. Così come gli incombe di far emergere, se del caso, eventuali irregolarità che dovessero essersi realizzate. Si chiede pertanto al Consigli di Stato se gli risulta che certi diplomi e/o lauree svizzere, come indicato dalla tv e stampa italiana, siano stati rilasciati in Ticino a persone vicine alla Lega Nord? Se sì, a chi e da quale scuola o università (se del caso anche privata)? Matteo Quadranti, Gran consigliere PLR
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