
Il sottoscritto è venuto a conoscenza che delle Aziende italiane, e in particolare di confine, attive nel settore dei trasporti, Agenzie viaggio, Tour operator si sono proposte a sedi scolastiche e a docenti ticinesi per presentare e fornire i loro servizi di trasporto , in particolare per gite e passeggiate scolastiche.Tra queste aziende vi è almeno la ditta Rampinini di Como (cfr allegato).Evidentemente queste ditte sono libere di proporre i propri servizi. Ciò che si vuole tuttavia evidenziare con la presente interrogazione è il fatto che a quanto pare alcune sedi scolastiche e/o docenti ticinesi pare abbiano fatto uso di tali servizi. Servizi che per tutta una serie di ovvie ragioni comportano dei minori costi (il personale italiano costando evidentemente meno di quello stipendiato da analoghe ditte ticinesi che si sforzano di occupare personale indigeno con tanto di oneri sociali e pensionistici; gli obblighi di manutenzione, controllo e sicurezza dei mezzi potendo essere diverso dagli standard svizzeri) ma anche dei minori controlli di sicurezza (ad esempio, cinture di sicurezza, seggiolini per i minori di anni 12. Inoltre, mentre le ditte ticinesi dispongo di dischi orari e relativi controlli sia dei veicoli che delle ore di riposo dei conducenti, non è dato sapere se ciò vale anche per queste concorrenti italiane. A ciò si aggiunga che le ditta svizzere e ticinesi vengono controllate ogni 3 anni dalla Polizia cantonale, mentre questo non pare essere il caso per quelle italiane).Con la presente interrogazione si chiede quindi al Consiglio di Stato:1. Se è a conoscenza di casi del genere? Se sì, di volerli elencare e di indicare a quali costi sono stati effettuali e in quali circostanze. In caso negativo, di richiedere alle sedi scolastiche dei vari ordini e gradi, di comunicare se sono stati conclusi dei contratti di trasporto scolastico e per gite scolastiche con ditte italiane almeno nel periodo 2010/2011?2. Se non ritiene inopportuno che le scuole facciano capo a ditte estere quando ve ne sono di ticinesi?3. Se ritiene di voler informare le sedi scolastiche circa il fatto che, se da un lato, il minor costo delle aziende italiane può avere un vantaggio/risparmio nell’immediato, dall’altro lato, dal profilo della sicurezza ma soprattutto della conservazione degli impieghi messi a disposizione dalle analoghe ditte ticinesi, le quali peraltro contribuiscono al pagamento dell’AVS (a beneficio di tutti), non sia esigibile ch’esse facciano capo solo a ditte ticinesi?4. Se non ritiene opportuno rendere attente le sedi scolastiche circa il fatto che le aziende italiane non possono, per legge, compiere trasferte, servizi esclusivamente sul suolo elvetico (ad es. Lugano- Wintethur e ritorno)?Nell’attesa di una risposta, porgo i miei migliori saluti.
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