
Dall’inizio del mese di luglio il Canton Ticino è confrontato con temperature estremamente alte al punto da far decretare da oramai 20 giorni l’allarme canicola. Queste alte temperature mettono in pericolo la salute compromettendo l’efficienza fisica e psichica della popolazione che non può proteggersi dal caldo e dall’esposizione al sole. Le autorità cantonali in questi 20 giorni hanno diramato a scadenze regolari un laconico comunicato stampa con il quale si invita la popolazione, tra le altre cose ad evitare sforzi fisici, mantenere gli stabili freschi ed evitare di stare all’aperto nelle ore pomeridiane. Tre eventualità, evitare sforzi fisici, mantenere gli stabili freschi ed evitare di stare all’aperto nelle ore pomeridiane, impossibili per decine di migliaia di salariati e salariate, attive nel canton Ticino. Per i salariati occupati in lavori all’esterno (settore agricolo, giardinaggio, edile ed artigianale, cantonieri, servizi urbani, ristorazione ecc.) e per tutti i salariati occupati in locali senza climatizzazione (settore industriale, settore commerciale, uffici amministrativi, ecc). In alcuni ambiti alle alte temperatore si somma inoltre il caldo prodotto dai macchinari o materiale utilizzato. Dal 2003 il Canton Ticino è stato confrontato a più riprese con questa problematica ed è ragionevole ritenere che anche nei prossimi anni, nel periodo estivo, l’allarma canicola si ripresenterà. Responsabile della tutela della salute dei salariati è in linea generale e nel caso specifico il datore di lavoro. Tale obbligo è sancito nella Legge sul Lavoro così come nella Legge federale sull’assicurazioni contro gli infortuni. Vale la pena ricordare che la LL impone obblighi ancora maggiori per i giovani lavoratori (fino a 18 anni) e le donne in gravidanza. Sempre la LL demanda all’autorità cantonale il controllo e la verifica del rispetto dei dispositivi legislativi. A livello cantonale la Legge sanitaria del 18 aprile 1989 ha tra i suoi scopi la promozione e la salvaguarda della salute della popolazione quale bene fondamentale dell’individuo e interesse della collettività nel rispetto della libertà, dignità e integrità della persona umana. Vuole promuovere, in modo coordinato, favorendo l’assunzione della responsabilità individuale e collettiva dei cittadini la prevenzione delle malattia, il mantenimento ed il recupero della salute di tutti i cittadini.
Tali scopi sono da conseguire, tra l’altro, anche mediante la salvaguardia delle condizioni indispensabili al mantenimento della salubrità dell’ambiente di vita in generale, abitativo, scolastico, di svago e di lavoro in particolare. Sulla base di questo quadro legislativo chiedo al CdS di elaborare delle proposte legislative che concretizzino la protezione della salute in caso di allarme canicola, più in particolare:• sia nella sua qualità di autorità politica generale che nel suo ruolo particolare di datore di lavoro;• sia per il personale occupato nei lavoro esterni che all’interno;• che tenga in considerazione settori particolari di salariati quali i giovani lavoratori (meno di 18 anni ed apprendisti) e le donne in gravidanza;• che preveda in ogni caso l’interruzione del lavoro (con pagamento del salario) per il lavoro svolto nelle ore pomeridiane o, per settori particolari confrontati con fonti di calore (apparecchi, forni, motori, impianti industriali, ecc) il non inizio del lavoro.
Matteo Pronzini / MPS
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