Matteo Negri
Acqua poca, quando arriverà la pioggia?
un mese fa
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In Ticino non piove seriamente da mesi e la carenza di acqua sta ormai preoccupando tutti, anche i più refrattari fra gli scettici, nonostante le statistiche dicono che il 2003 è stato simile e che il 1921 ancora peggio. Quest’inverno, però, non ha praticamente nevicato, per cui manca anche l’apporto proveniente dallo scioglimento delle nevi! Molte aziende distributrici chiedono di usarla in modo parsimonioso, ma questa necessità viene talvolta poco recepita da chi preferisce il prato bello verde o la piscina di casa piena. Nonostante le chiare evidenze, la nostra mentalità rimane quella del “se pago uso come voglio”, senza rendersi conto – per ignoranza o strafottenza – che il clima sta cambiando rapidamente. Estati torride, inverni miti e precipitazioni scarse o concentrate su brevi periodi, diventeranno la futura normalità.

Gli svizzeri si riforniscono di acqua potabile tramite pozzi, sorgenti e acque superficiali, soprattutto laghi. In attesa dell’acquedotto che pomperà l’acqua dal Ceresio e la distribuirà nel Mendrisiotto, attualmente beviamo acqua “di falda”, cioè acqua prelevata dagli acquiferi sotto le pianure o acqua di sorgente. Queste fonti dipendono a corto o medio-lungo termine dalle precipitazioni per cui, presto o tardi, si impoveriranno anche loro nonostante le capacità dei bacini.

L’acqua serve però a molto altro: alla produzione di cibo, verdure e carne e all’industria, quest’ultima affamata di acqua in molti processi.

L’attuale penuria di precipitazioni sta mettendo in ginocchio gli agricoltori, non solo da noi ma, molto più drammaticamente, nella Pianura Padana dove la mancanza di acqua dolce facilità l’intrusione di acqua salata marina, uccidendo la vegetazione e la fauna.

Abbiamo o diamo per scontato che l’acqua ci sia sempre, ma non è ovviamente così: i pur vaghi ricordi di 50 anni fa, ci mostrano stagioni più marcate e precipitazioni più abbondanti. Si parla di mezzo secolo fa, non di millenni. Siamo veramente stati capaci, nel nome del progresso o di quant’altro, di modificare così tanto il clima da ridurci a elemosinare l’acqua, neanche fosse oro? O forse si tratta veramente di oro, in forma liquida. I progressi che abbiamo fatto nella gestione delle acque hanno fortemente ridotto gli sprechi, nella captazione e nella distribuzione, ma come detto occorre una ben più grande sensibilità nell’uso. La macchina si può lasciare sporca, mica muore per questo.

L’acqua del Lago arriverà nei prossimi anni, ma nel frattempo si potrebbe pensare di usarla per gli animali e l’agricoltura, magari distribuendola tramite autobotti. L’essere umano è importante, ma senza cibo non può sopravvivere.

Matteo Negri, presidente Associazione Fontanieri Ticinesi

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