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Matteo Lordelli - La Filanda non è un costo, bensì un investimento
Matteo Lordelli - La Filanda non è un costo, bensì un investimento
Matteo Lordelli - La Filanda non è un costo, bensì un investimento
Redazione
7 anni fa

Un luogo accogliente nel quale si promuove l’incontro tra le persone, in un’atmosfera conviviale e in uno spazio bello e ospitale. Un luogo polivalente con un un’ampia offerta di servizi e attività per trascorrere in modo piacevole il tempo libero in uno spirito di condivisione, con spunti di lettura, formazione e svago. Un luogo di libertà aperto a tutti nel quale vige una sola regola: il rispetto degli altri e del luogo, affinché ognuno si senta a proprio agio. Questa è la descrizione che troviamo sul sito della Filanda.

Un successo anche finanziario?La realizzazione della nuova Filanda è stata possibile grazie ad una spesa CHF 7'009'190 finanziata da Mendrisio e dal Canton Ticino. La gestione annua costerà al netto dei costi e dei ricavi ca. 500‘000 CHF.È importante ricordare che l’onere è già stato contenuto grazie all’intervento della “Commissione della gestione” con relatore Giovanni Poloni, il quale con il “Rapporto sul MM 7/2013”, ha espresso la contrarietà all’idea iniziale di assumere per la struttura nuove unità (es. Custode da 70000 CHF annui), ma bensì nel far capo al personale già attivo per il comune e a incentivare il volontariato.I soldi spesi in ambito socio/culturale sono un investimento per le generazioni attuali e futuri e non sicuramente un costo inutile, ma forse bisognerebbe domandarsi se è corretto che tali costi siano sostenuti solo da Mendrisio? In fondo la Filanda è un bene di tutti ed è già utilizzata da buona parte della popolazione del Mendrisiotto!

La piazza del futuroRecandosi in Filanda ci si rende conto di quanto non assomigli ad una classica biblioteca da film, cupa e silenziosa, ma piuttosto una piazza pubblica dedicata al ritrovo, allo scambio e alla creazione di legami.La carta vincente della struttura è riunire sotto lo stesso tetto generazioni e gruppi di persone con bisogni e necessità differenti. Al piano terra troviamo il bar (autogestito dagli ospiti), qualche tavolino più il la un gruppo di anziani legge o gioca a carte, mentre le famiglie assistono al racconto delle storie da parte dei celebri ospiti invitati. Al secondo piano gli studenti studiano per gli imminenti esami e al terzo una classe scolastica sta lavorando al laboratorio di artigianato digitale. Tutto ciò senza dimenticare che in tutti i piani vi sono scaffali colmi di libri a libera disposizione degli ospiti.

Tutti i comuni contribuiscanoNel lontano 2013, la stessa “Commissione della gestione”, nel rapporto citato in precedenza, aveva invitato il Municipio di Mendrisio a trovare un accordo con i Comuni confinanti per un eventuale partecipazione alle spese di gestione corrente del centro.Non è una novità, vi sono alcuni comuni che piuttosto che effettuare investimenti sul proprio territorio, o partecipare ad altri in collaborazione con i comuni vicini, decidono di ridurre il moltiplicatore d’imposte comunali. Ridurre il moltiplicatore d’imposte non è sbagliato, ma non effettuare investimenti nel proprio comuni con la conseguenza o l’intento che i propri cittadini vadano ad usufruire gratuitamente dei servizi in altri comuni limitrofi, non è corretto. È giunta il momento di considerare il Mendrisiotto un unico distretto e non tanti comuni che fanno a spallate su chi ruba più contribuenti all’altro, bisogna instaurare una collaborazione continua, investire insieme.

Tutti insiemeBisogna dargliene atto, il Municipio di Mendrisio, guidato attualmente da Samuele Cavadini, ha fatto un’ottima scelta, complimenti! Non è evidente, riuscire a riunire in perfetta armonia così diverse fasce d’età della popolazione. Da giovane quale sono, mi ritengo davvero soddisfatto che si sia puntato in questo progetto. Spero che Mendrisio e tutto il Mendrisiotto con lui continuino con gli investimenti e/o attività dedicate al sociale e alla cultura, sia chiaro, non per forza situati fisicamente nel magnifico Borgo.

In conclusione, ribadisco il mio consiglio di pensare al Mendrisiotto come un unico grande comune/distretto, in modo tale da unire le forze e operare laddove c’é più bisogno, al fine di migliorare il benessere della popolazione e la coesione tra i diversi paesi.

Matteo Lordelli, presidente dei Giovani Liberali Radicali del Mendrisiotto

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