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Matteo Capretti - A chi il diritto di scelta?
Redazione
13 anni fa

Sono un giovane Biaschese che si è lanciato da alcuni anni in un’impresa economica cercando di sfruttare le mie competenze per intervenire e lavorare in maniera sostenibile sul territorio, limitando al massimo le conseguenze negative di uno sfruttamento irrazionale, intensivo o invasivo. Ritengo il mio agire coerente con la mia visione politica ma anche conseguente a una sensibilità ambientale che condivido con molti giovani. Ho quindi salutato con interesse e molte speranze la proposta di revisione del Piano regolatore di Biasca in quanto, secondo me, il PR regola e disciplina lo sviluppo e la gestione del territorio comunale e come primo compito deve salvaguardare e promuovere un suo sviluppo armonioso e sostenibile. Sostenibile sotto diversi punti di vista che vanno dalle regole architettoniche alla salvaguardia e al rispetto dell’ambiente vitale in cui viviamo e operiamo. Purtroppo, sempre più spesso, nell’indicare gli obiettivi e le tendenze troppi fattori di valutazione diventano determinanti o condizionanti anche se chiaramente per nulla oggettivi e succubi di una politica economica che con il rispetto nulla ha in comune. Il rispetto dell’ambiente passa soprattutto dalla lettura e dalla conoscenza approfondita del territorio, da proposte sensate di utilizzo o destinazione e dalla salvaguardia di tutte quelle aree verdi indispensabili per assicurare prospettive di una vita migliore, spazi sempre meno considerati e valorizzati specialmente da chi, come noi, ha ancora la fortuna di averli.

Allestire un PR semplicemente per organizzare lo sfruttamento finanziario o speculativo del territorio non porterà mai a risultati soddisfacenti o a possibili ripensamenti. Questo deve essere ben chiaro, come deve essere ben chiaro che le valutazioni, le indicazioni e le risposte date con il PR in vigore condizionano in maniera pesante le possibilità di scelta odierne. Dobbiamo ricordare che la sproporzionata ampiezza del perimetro edificabile comporta investimenti per l’urbanizzazione che ci precludono altre scelte e possibilità di investimenti. L’errore è stato fatto, i risultati sono sotto gli occhi di tutti, pensare a un ridimensionamento attualmente diventa utopia ma non ripetere gli errori del passato è un’esigenza. La situazione oggigiorno è ben chiara, gli scenari di sviluppo territoriale possono essere individuati più facilmente, le dinamiche sembrano essere meno veloci e più controllabili, la sostenibilità del PR deve essere anche confortata da un’analisi contabile, questi nuovi e determinanti fattori, uniti alla regola di verifica e aggiornamento decennale prevista dalla Legge, possono permetterci di valutare e ponderare maggiormente le nostre scelte di salvaguardia e di sviluppo del territorio.

Invito quindi tutti i giovani eletti in Consiglio comunale, ma per poter veramente ottenere qualcosa l’invito è esteso a tutti i giovani di Biasca, a voler partecipare attivamente a questa revisione nei gruppi politici, o partecipando alle serate pubbliche, o ancora rivendicando in tutti i modi possibili, e sono tanti, quelle scelte sostenibili e che ci potranno permettere di vivere ancora in una realtà che sia nostra per scelta nostra. Se resteremo spettatori, lasceremo ad altri il timone, ripetendo e permettendo l’errore che ha portato ai risultati attuali, ma soprattutto e rinunciando colpevolmente a quella misera e residua possibilità di cambiare veramente qualcosa.

Dobbiamo imparare a costruirci il nostro futuro, a toglierlo dalle mani di chi il futuro non lo vuole considerare un bene importante per se stesso e per chi verrà.

Matteo Capretti, consigliere comunale Unità a Sinistra, Biasca

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