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Matteo Buzzi - Per un’economia innovativa e rispettosa del pianeta
Matteo Buzzi - Per un’economia innovativa e rispettosa del pianeta
Matteo Buzzi - Per un’economia innovativa e rispettosa del pianeta
Redazione
10 anni fa

La maggioranza del governo e del parlamento svizzero a parole si esprime sempre più spesso a favore della protezione del pianeta, poi in pratica quasi ogni proposta concreta viene combattuta. Data la nostra distanza dalla sostenibilità ambientale non possiamo indugiare nell’azione: in media gli svizzeri avrebbero bisogno di più di 3 pianeti Terra. Stiamo quindi mangiando dal piatto delle future generazioni.

L’iniziativa per un’economia verde permette di inserire con chiarezza nella costituzione il concetto di sostenibilità e soprattutto la gradualità secondo la quale la Svizzera dovrebbe raggiungerla entro il 2050. Questo termine è più che ragionevole, anzi addirittura eccessivamente lontano se solo pensassimo all’innovazione tecnologica avvenuta negli ultimi 20-30 anni e alla gravità di alcuni problemi ambientali. Le potenzialità di sviluppo tecnologico ci sono e andrebbero quindi sfruttate meglio.

Ecco qualche esempio concreto.

Oggi la Svizzera con 730 kg di rifiuti pro capite all’anno è la seconda più grande produttrice di rifiuti in Europa Circa la metà di questa montagna di rifiuti viene attualmente incenerita e le preziose materie prime contenute vengono distrutte. L’iniziativa intende fermare la distruzione di risorse tramite il riciclaggio, con moderni sistemi di riutilizzazione e di rivalorizzazione.

Circa il 70 percento dell’inquinamento ambientale risultante dai consumi svizzeri è originato all‘estero. L’introduzione di standard ecologici per i prodotti importati stimolerebbe lo sviluppo tecnologico, arginerebbe il dumping ecologico e incoraggerebbe la produzione sostenibile indigena: ad esempio legname svizzero invece di quello ottenuto distruggendo le foreste vergini o olio di colza locale rispettoso dell’ambiente, invece di olio di palma. Questo favorirebbe la creazione di posti di lavoro in Svizzera.

Che si tratti di una rottura o di un guasto ad un apparecchio fotografico, un computer, un cellulare, ad un paio di scarpe o ad una radio molto spesso non vale più la pena ripararli. Promuovere un design intelligente permetterebbe invece di produrre e vendere prodotti duraturi, sostenibili, riparabili e anche più convenienti.

Con 1.5 metriquadrati di collettori solari posso produrre più del 90% dell’acqua calda che ho bisogno durante l’anno ad emissioni zero. Con l’iniziativa un sistema che funziona diveterebbe standard.

Il 25 settembre invito quindi a votare sì all’iniziativa per un’economia verde.

Matteo Buzzi, Locarno

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