
Care collaboratrici, cari collaboratori, Da diversi mesi, donne di tutta la Svizzera collaborano per preparare lo sciopero delle donne del 2019. È un ottimo segnale: ciò che ci unisce tutti, donne e uomini, è il desiderio di uguaglianza. La lotta contro l’ineguaglianza non è una lotta individuale che ciascuna/o di noi deve condurre sul posto di lavoro o nella sua dimensione privata: è il nostro impegno politico comune. Oggi, le nostre Associazioni regionali sosterranno le rivendicazioni delle donne attraverso diverse azioni. Alle 11:00 esporremo le bandiere viola dello sciopero alle finestre delle nostre sedi.
Vi invito a fotografare le vostre azioni e a mostrarle sulle vostre pagine social, in modo che chi vi segue prenda atto della partecipazione del SOS allo sciopero delle donne 2019. Sono contenta che molti di voi si prendano un po' di tempo libero alle 15:24 di sera, perché poi sono stati fatti 4/5 della giornata lavorativa, cioè tanto quanto le donne guadagnano in media (20% in meno degli uomini). Per noi è importante soprattutto richiamare l’attenzione sulla situazione delle donne con le quali lavoriamo tutti i giorni: le donne che cercano un lavoro o una protezione e che spesso si trovano in situazioni difficili.
Oggi molte di loro non possono prendere parte allo sciopero perché devono seguire un corso di inserimento professionale o per apprendere la lingua italiana, o perché non vogliono assentarsi dallo stage che hanno l’opportunità di frequentare. Le donne che partecipano a AMIE Zurich, il programma di SOS Zurigo per l’inserimento professionale di giovani madri, hanno risposto in questi termini alla domanda su chi sarebbe stato il più colpito in caso di sciopero: «dapprima i bambini, poi le amiche e gli amici, poi gli uomini», o, con altre parole: «mio figlio ne avrebbe avuto le maggiori ripercussioni». Queste giovani donne portano sulle loro spalle la maggior parte del lavoro di cura familiare, pur perseguendo con impegno e perseveranza gli obiettivi di formazione e di ricerca di impiego.
In diversi cantoni, il Soccorso operaio svizzero aiuta le madri a realizzare i loro sogni. La situazione delle donne rifugiate è particolarmente precaria. Spesso esse hanno vissuto esperienze traumatiche nel corso del viaggio che le ha portate in Svizzera, subendo stupri e atti di violenza. Per questa ragione, l’accoglienza e il clima di fiducia dei Servizi e dei programmi SOS destinati alla loro integrazione è particolarmente importante, per restituire loro serenità e speranza nell’avvenire. Le donne in situazioni di precarietà sono particolarmente colpite dall’ineguaglianza: per questa ragione lo Sciopero delle donne è davvero importante per il Soccorso operaio svizzero.
• Vogliamo il rispetto : tolleranza zero per il sessismo e le molestie sessuali. La violenza contro le donne deve assolutamente finire. • Vogliamo un salario più alto : un salario uguale per un lavoro uguale. Dei salari adeguati, che ci permettano di vivere. Delle rendite che ci assicurino una pensione dignitosa. • Vogliamo più tempo : per una migliore conciliazione tra lavoro e vita privata. Del tempo per curare la nostra formazione, e delle prospettive professionali. Un tasso di occupazione sicuro, che ci permetta di vivere.
Care collaboratrici, cari collaboratori, il 14 giugno mostriamo di essere un movimento politico forte per l’uguaglianza. Vi ringrazio, per il vostro impegno a favore di un mondo più giusto.
Con solidali saluti SOS Mattea Meyer Presidente
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