
Cittadini stranieri in AI per problemi psichici. Come siamo messi in Ticino?
Cresce, sempre più, il numero di persone che chiede l’invalidità per problemi di natura psichica. Secondo uno studio dell’OCSE, le domande presentate per infermità psichiatrica nel 2012 corrispondevano, a livello svizzero, al 38%.
Stress, mobbing e ritmi alti fanno letteralmente saltare il sistema nervoso dei lavoratori. E per chi sta al fronte è sempre più difficile stabilire chi debba essere esonerato dal lavoro e chi no.
Alla fine 2013 in Ticino i beneficiari di rendita per patologie psichiatriche si aggiravano in Ticino attorno ai 5.800 casi. Un numero molto elevato.
Rappresentano un po’ più del 40% rispetto alla totalità dei beneficiari.
Lo scopo principale dell’assicurazione invalidità è, comunque, quello di reintegrare le persone con un problema di salute nel mercato del lavoro e mantenerle attive professionalmente. Per questo motivo l’elemento che a livello medico bisogna valutare è la risorsa che la persona ancora possiede malgrado il danno alla salute.
In ogni caso esistono pure i così detti “furbetti”, che con certificati medici compiacenti cercano, e talvolta ottengono, l’AI.
Dopo questa breve premessa chiedo al Consiglio di Stato quanto segue:
· Quanti sono gli stranieri in Svizzera che beneficiano dell’AI per casi psichici ?
· Quanti sono tra questi che vivono fuori dalla Svizzera?
· Quanti sono gli stranieri in Ticino che beneficiano dell’AI per casi psichici?
· Quanti sono tra questi che vivono fuori dalla Svizzera?
· Vengono segnalati molti abusi per questo genere di malattia?
· Se si, come vengono scoperte queste truffe?
· Lo Stato come si sta muovendo per far fronte a questo fenomeno sempre più redditizio per i meno volonterosi al lavoro?
· Che sanzioni vengono inflitte ai truffaldini dell’AI?
In fede.
Massimiliano Robbiani
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