
Se la scelta personale di Rodolfo Pulino di abbandonare il Partito Comunista, senza peraltro indicare alcun motivo politico di dissenso con il nostro Partito, ci rattrista; la conferma del diretto interessato di voler passare alla Lega e di candidarsi al Granconsiglio con il partito di Bignasca è una mossa che ci delude. La necessità per la Lega di trovare volti nuovi e giovani si fa sentire e Giuliano Bignasca riconosce implicitamente il buon lavoro sul fronte giovanile che il Partito Comunista sa svolgere coinvolgendo i giovani da vari ambiti e preparandoli ad affrontare la cosa pubblica. La possibilità che Rodolfo Pulino riesca, in un partito chiaramente profilato a destra, a portare avanti i principi che condivideva con noi ci pare esigua: la Lega non risulta essere infatti aperta all'abolizione dell'esercito, oppure al diritto di ogni comunità religiosa o immigrata di non essere discriminata (ad esempio vedi la questione minareti), e alla multiculturalità. Neppure l'impegno antifascista, antirazzista e contro l'omofobia che Pulino sosteneva coi comunisti ci sembrano di casa in Via Monte Boglia. Nonostante lo smacco subito, i comunisti ticinesi non si scoraggiano e la loro lotta per quei valori sociali che la Lega certo non rappresenta, se non con qualche slogan populista, continua. Massimiliano Ay, segretario politico Partito Comunista
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

