
Come molti altri soggetti politici ticinesi, anche il Partito Comunista è indignato per la volontà di Berna di non voler procedere ai rimborsi per gli esuberi dei premi di cassa malati pagati dal 1996 al 2011. Si tratta, per i soli cittadini ticinesi, di ben 192 milioni di franchi, che si vanno a sommare ai 111 milioni di Neuchâtel, ai 495 milioni di Zurigo, ecc. Il Partito Comunista invita a firmare la petizione lanciata dal sindacato VPOD che chiede all'assemblea federale di approvare la proposta governativa inerente la correzione dei premi di cassa malati pagati in eccesso dai cittadini. Il Consiglio federale propone di rimborsare la metà della somma versata in più. Si tratta di una soluzione di compromesso che non ci soddisfa e che riteniamo nettamente insufficiente, di fronte alle sempre maggiori difficoltà dei cittadini a pagare i premi e alle difficili situazioni economiche delle famiglie. E tuttavia lo riteniamo un primo passo corretto nel contesto degli attuali rapporti di forza vergognosi del tutto a vantaggio della lobby farmaceutica appoggiata dai partiti borghesi. Occorre essere consapevoli che questa situazione non si potrà risolvere definitivamente finché l'assicurazione malattia sarà gestita da aziende private in concorrenza che mirano solo al proprio profitto. Il Partito Comunista continua a ripetere che occorre un'unica cassa malati federale, di proprietà pubblica e con i premi proporzionali al reddito. Finché non si avrà il coraggio politico di andare in questa direzione i premi continueranno a salire e il rischio di pagare in eccedenza resterà una costante. Massimiliano Ay, segretario politico
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