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Martino Rossi: Chiassoletteraria e/o Luganoletteraria?
Redazione
16 anni fa

Il 30 e 31 luglio, e poi ancora il 4 agosto, si sono potuti leggere sul Corriere del Ticino e su La Regione quattro articoli relativi alle dimissioni della presidente e del vicepresidente dell’associazione Chiassoletteraria, organizzatrice dell’omonimo festival di letteratura sostenuto dal comune di Chiasso, e alle voci secondo cui a queste dimissioni non sarebbe estraneo un ipotetico progetto di dar vita ad un nuovo Festival di letteratura a Lugano. Gli articoli di stampa e le dichiarazioni della presidente dimissionaria, come pure le informazioni che abbiamo potuto raccogliere direttamente a Chiasso (da membri ed ex membri del comitato di Chiassoletteraria) e a Lugano (da scrittori e operatori culturali), danno della vicenda un’immagine confusa e contraddittoria. In qualità di consiglieri comunali e cittadini di Lugano, interessati allo sviluppo di una politica culturale originale, che arricchisca l’offerta culturale in Ticino evitando “Scalate ostili” nei confronti di altre manifestazioni già affermate (festival del cinema, festival di letteratura…), chiediamo al Municipio di chiarire l’eventuale ruolo giocato nella vicenda di Chiassoletteraria da collaboratori del comune attivi nei suoi progetti culturali, con o senza l’avallo del Municipio e del dicastero competente. Sembrerebbe infatti (ma è da confermare, da smentire o da precisare) che collaboratori del nostro comune abbiano aperto una discussione, forse anche una trattativa, non con l’associazione Chiassoletteraria (che conta 120 membri e un comitato di 7 membri) ma con la presidente e il vicepresidente dimissionari che detengono, in virtù del loro ruolo, importanti relazioni nel mondo dell’editoria e degli scrittori, in vista di promuovere a Lugano una manifestazione analoga a quella già in preparazione a Chiasso per il maggio del prossimo anno. E ciò sarebbe stato fatto all’insaputa sia dell’associazione, sia dei responsabili politici di Chiasso, sia dei responsabili politici di Lugano e, in particolare, del dicastero competente. Se così fosse, aggiungeremmo questa vicenda alle ragioni che hanno indotto la commissione della gestione, nel suo rapporto sul MMN 8045 (nuovo centro culturale e convenzione città-cantone), a formulare delle proposte politico-organizzative mirate a definire meglio “chi fa cosa” e “chi decide cosa” in materia di politica culturale a Lugano. Certo, Lugano gioca anch’essa un ruolo significativo nelle iniziative in ambito letterario (con Poestate) e nulla vieta che sviluppi ulteriormente la sua presenza in questo settore, non contro, ma di concerto con i promotori di iniziative in questo ambito – Babel festival di letteratura e traduzione (Bellinzona), Chiassoletteraria (Chiasso), Il colore del giallo (Massagno), Poestate (Lugano) – e associazioni letterarie (P.E.N. Club, ASSI…). Chiediamo quindi al Municipio se, quando e a quale fine collaboratori del comune di Lugano attivi nei suoi progetti culturali hanno avuto contatti esplorativi e/o operativi con la presidente e il vicepresidente dimissionari di Chiassoletteraria. Se il Municipio, il Sindaco o la Capodicastero Attività Culturali erano a conoscenza di tali iniziative dei loro collaboratori e quali compiti avevano eventualmente affidato loro. Se la Città ha, o sta elaborando, un progetto per un Festival di letteratura a Lugano, o un Premio letterario, o iniziative analoghe. Se non ritiene utile, anche proprio alla luce della vicenda di Chiassoletteraria, incaricare il suo Dicastero Attività Culturali di promuovere un incontro fra gli organizzatori di festival di letteratura, traduzione e poesia (vedi sopra) per valutare assieme l’eventuale ruolo che Lugano potrebbe e vorrebbe giocare per rafforzare, arricchire, riorientare tali iniziative nell’interesse comune dei loro organizzatori e dei loro fruitori. Martino Rossi (PS), Roberto Ritter (PLR) e Simonetta Perucchi-Borsa (PPD), CC Lugano

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