
Dal 15 maggio 2014 è in vigore nel nostro paese la Convenzione sui diritti delle persone con disabilità. Attraverso l’adozione della Convenzione la Svizzera si “impegna ad eliminare gli ostacoli che incontrano le persone in situazione di handicap, a proteggerli dalle discriminazioni e a promuoverne le pari opportunità e l’integrazione nella società civile”.
Quando si parla di persone in situazione di handicap si definiscono persone con lesioni fisiche, mentali, intellettuali o sensoriali a lungo termine, la cui piena ed effettiva integrazione nella società su base di uguaglianza con gli altri può essere intralciata da barriere presenti nell’ambiente circostante. L’origine della disabilità è dunque sistemica e non congenita. La situazione di handicap nasce nel momento in cui a una persona è impedito o le viene reso troppo difficile assolvere le abituali mansioni della vita quotidiana, come per esempio spostarsi da un luogo all'altro, studiare, lavorare, partecipare alla vita sociale e culturale, avere una vita affettiva, ecc.
Una persona che necessita per esempio di una sedia a rotelle per potersi muovere si troverà in situazione di handicap dal momento in cui non le sarà più possibile spostarsi liberamente a causa di un ostacolo presente nell’ambiente.Il 3 aprile Bellinzona si troverà ad avere una popolazione più che raddoppiata, di cui faranno anche parte persone con difficoltà fisiche, mentali, intellettuali o sensoriali. La Città dovrà quindi essere in grado di rispondere attivamente a questa nuova situazione, ponendosi anche l’obiettivo dell’inclusione delle persone portatrici di handicap. Includere significa da un lato permettere e favorire la partecipazione alla vita sociale della comunità, mentre dall’altro significa pure opporsi a tutte le forme dirette o indirette di esclusione.
Tre saranno le sfide principali che il nuovo Comune dovrà affrontare: la mobilità, l’accesso alle strutture pubbliche e la vita autonoma unita alla creazione di uno sportello comunale.Ad oggi molti marciapiedi della Città non permettono un pieno esercizio della mobilità di queste persone a causa della loro altezza, del fondo stradale irregolare, ecc. Barriere di questo genere rendono eccessivamente difficile, ed in alcuni casi impossibile, l’inserimento sociale delle persone portatrici di handicap tramite la partecipazione a manifestazioni culturali, sportive o politiche. Oltre ai marciapiedi, anche la durata concessa ai pedoni da alcuni semafori per attraversare determinati passaggi pedonali è molto bassa. È dunque necessario adeguare la durata del “verde” in modo da garantire a tutte e tutti il tempo necessario per attraversare la strada in sicurezza. Il nuovo Comune dovrà impegnarsi nel rendere accessibile tutte le strutture pubbliche ed evitare di creare nuove barriere architettoniche durante la costruzione di nuovi stabili. Il libero accesso agli uffici comunali, ai 13 sportelli multifunzionali di quartiere, alle infrastrutture sportive, a musei e biblioteche dovrà essere una prerogativa dell’agenda politica di Bellinzona.
Le persone in situazione di handicap hanno il diritto di organizzare in maniera autonoma e responsabile la propria vita. Questo diritto comprende due elementi: da un lato la libertà di scegliere se continuare a vivere al proprio domicilio, dall’altro la possibilità di andare in un istituto specializzato e il diritto di organizzare la propria vita autonomamente (nel limite del possibile) all'interno di questo istituto. Un esempio può essere la Scuola di vita autonoma (ProInfirmis) a Locarno, nella quale adulti con un leggero handicap mentale o difficoltà di apprendimento vengono sostenuti nella scelta di vivere in un alloggio autonomo, imparando ad assumersi determinate responsabilità e a sbrigare le incombenze quotidiane.
Non tutte le persone possono però operare una scelta in questa direzione, prevalentemente a causa della penuria di strutture presenti nel bellinzonese. Per questo il Comune dovrà impegnarsi a sostenere le persone in queste importanti decisioni, trovando il modo di rendere interessanti queste scelte, per esempio attraverso la creazione di un servizio di aiuto a domicilio o prevedendo la costruzione di alloggi a pigione moderata in una zona centrale della città mirati ad accogliere persone con disabilità.
Le persone in situazione di handicap hanno un diritto fondamentale a partecipare a tutti gli ambiti della vita sociale della Città (eccezioni fondate su criteri oggettivi escluse). Si tratta dunque di adattare l’attuale sistema alle esigenze di queste persone. Rendere accessibile ogni via della città, creare degli sportelli comunali anch'essi pienamente accessibili o appartamenti a pigione moderata sarebbe un segno di rispetto della dignità di queste persone e un’apertura alla loro partecipazione alla vita sociale. Questo con l’obiettivo finale di giungere ad una fusione dei gruppi sociali per permettere la creazione di un’unica comunità.
Martino ColomboCandidato al Consiglio comunale (Lista 4, nr. 6)
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