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Martino Colombo - La vera aggregazione è quella sociale
Martino Colombo - La vera aggregazione è quella sociale
Martino Colombo - La vera aggregazione è quella sociale
Redazione
9 anni fa

L’aggregazione sarà presto una realtà. Il 2 aprile la popolazione di 13 Comuni eleggerà la nuova direzione politica della Città. Una realtà composta da 42mila abitanti e spalmata tra Claro e Preonzo, a nord, e Gudo e Camorino, a sud. Fondamentale sarà innanzitutto preservare le realtà locali e trovare un meccanismo funzionante che vada a favorire la comunicazione e la discussione tra il Municipio e i quartieri. Da un’aggregazione amministrativa si dovrà proseguire verso un’aggregazione sociale tra tutte le abitanti e tutti gli abitanti del nuovo Comune: la popolazione tutta dovrà avere la possibilità di partecipare attivamente alla costruzione della Città.

Nel nostro Comune non vivono però solamente persone con uno statuto regolare di soggiorno (carta di identità o permesso), ma anche i cosiddetti sans-papiers. I dati sulla loro presenza in Svizzera scarseggiano. Uno studio del 2015 commissionato dal Segreteria di Stato della migrazione parla di 76’000 sans-papier presenti nel nostro paese. Circa due terzi di loro sono entrati come clandestini o come turisti, mentre un quinto è rimasto dopo che la domanda d’asilo è stata rifiutata o dopo la scadenza del permesso B/C.

I sans-papiers non sono autorizzati a soggiornare in Svizzera, ciò significa che il loro soggiorno non è regolamentato, ovvero che non possiedono uno statuto di soggiorno legale. Il 35% di loro è in Svizzera da più di 5 anni. Nove adulti su dieci lavorano ed oltre il 50% sono donne, la cui metà lavora nelle economie domestiche. La maggior parte di queste persone proviene dall’America centrale o latina. Circa il 60% ha tra i 18 e i 40 anni, il 12% sono invece minori. La presenza in Ticino è bassa: due sans-papiers per mille abitanti. Tuttavia il fenomeno di impiego irregolare non è sconosciuto alle nostre latitudini: caso Item insegna.

Da un lato, la migrazione irregolare ha le sue origini nella domanda di manodopera, dall’altro nel desiderio delle e dei migranti di migliorare le loro condizioni di vita e quelle dei propri famigliari. La richiesta di manodopera è ritenuta essere la causa principale della loro presenza in Svizzera: si tratta dunque di lavoratrici e lavoratori attivi sul nostro territorio in situazioni precarie, impiegati soprattutto da datori di lavoro interessati all’impiego di manodopera a basso costo.

Il settore delle economie domestiche private è regolamentato da due CCL, ma come già ricordato prima gli abusi non mancano. Per quanto riguarda la formazione post-obbligatoria, i giovani sans-papiers sono spesso esclusi dal percorso di tirocinio. Data la loro situazione di irregolarità, non possono infatti ottenere il permesso di soggiorno necessario per concludere un contratto di lavoro. Questa situazione rischia di spingerli verso la disoccupazione e la dipendenza dall’aiuto sociale. Anche l’accesso alla giustizia rappresenta un problema, in quanto lavoratori o locatari si trovano in un rapporto di subordinazione rispetto al datore di lavoro o al locatore, e rappresentano dunque la “parte debole” del contratto. In caso di licenziamento o di sfratto i sans-papiers si troveranno doppiamente in svantaggio perché minacciati dal rischio di espulsione dalla Svizzera e con l’onere della prova nella procedura.

La Nuova Bellinzona diventerà più attrattiva grazie ai grossi investimenti previsti per il futuro. Parallelamente potrà però anche aumentare la necessità di manodopera a basso costo. L’adozione di una carta cittadina di identità potrebbe essere la soluzione per affrontare alla radice le ripercussioni sociali di questo fenomeno, senza passare per misure legali prettamente coercitive. La carta cittadina di identità sarebbe un documento riconosciuto e disponibile a tutte e tutti i residenti del nuovo Comune, senza riguardo allo status di soggiorno. Permetterebbe dunque ai sans-papiers, tra le altre cose, di concludere l’assicurazione di base e di regolamentare il proprio rapporto di lavoro, combattendo così i fenomeni di dumping salariale e lavoro nero. I sans-papiers potrebbero inoltre meglio difendere i propri interessi nell’ambito del lavoro e della locazione. I giovani sans-papiers potrebbero infine utilizzare il documento per concludere un contratto di tirocinio al fine di intraprendere una formazione professionale ed avere maggiori possibilità di integrarsi nel tessuto sociale della Nuova Bellinzona. Si potrà inoltre prevedere l'utilizzo della carta, ad esempio, presso la biblioteca cantonale e comunale, al bagno pubblico e nei vari musei (questo discorso può inserirsi in quello più generale del rilancio di tutte queste attività). Tutto ciò, naturalmente, anche con lo scopo di favorire un’aggregazione sociale fra gli abitanti rilanciando i luoghi di incontro e socializzazione presenti sul territorio.

Purtroppo la regolamentazione in materia è prevalentemente federale. Il Comune gode comunque di un certo margine di manovra che può e deve sfruttare. Analoghe iniziative sono state intraprese nelle città di Zurigo e Berna nel maggio del 2016.

L’aggregazione passa anche dal riconoscimento di coloro che fingiamo di non vedere, inesistenti agli occhi della legge. Una Città è composta dalle persone che la abitano e che contribuiscono alla sua crescita. Tra di loro vi sono anche delle e dei sans-papiers. A queste persone dev'essere data la possibilità di regolamentarsi e di far valere i propri diritti in quanto esseri umani e non in quanto manodopera a basso costo.

Martino Colombo, studente in Diritto e candidato al Consiglio comunale di Bellinzona (Lista 4, nr. 6)

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