Cerca e trova immobili
Ospiti
Martina Arizanov - Il mio sì all’iniziativa popolare per imprese responsabili
Redazione
6 anni fa

Il 2020 è stato ricco di avvenimenti che mai avremmo potuto immaginare. Siamo stati letteralmente travolti da una pandemia e dalle conseguenze umane, economiche, sociali e sanitarie ad essa collegate. Avvenimenti che ci vorrebbero solo far dimenticare quest’anno, per poter accogliere quello nuovo. Tuttavia, il 2020 non è ancora terminato e abbiamo il potere di renderlo migliore. Non solo per noi, ma anche per tutti coloro che sono influenzati, seppure indirettamente, dalle nostre azioni.

L’iniziativa popolare “per imprese responsabili – a tutela dell’essere umano e dell’ambiente”, qualora dovesse passare, potrebbe dare al via a dei cambiamenti economici radicali.

Stiamo parlando di tutelare tutti quei lavoratori e lavoratrici – bambini e bambine, adolescenti e adulti – che, per il semplice fatto di essere nati in un Paese in via di sviluppo o non sviluppato, lavorano in condizioni disumane.

Stiamo parlando di rendere l’estrazione di materie prime conforme a delle norme di salvaguardia ambientale, le quali renderebbero ancora fattibile l’esecizio di attività economiche, ma in modo responsabile.

Stiamo parlando di far garantire a circa millecinquecento imprese svizzere i diritti fondamentali dell’uomo nell’esercizio delle proprie attività economiche al di fuori dei confini nazionali.

Le multinazionali che non rispettano i diritti fondamentali e creano innumerevoli danni ambientali non solo sfruttano i Paesi in via di sviluppo e non sviluppati unicamente per avere un incremento dei propri profitti, ma operano in maniera sleale nei confronti di tutte quelle altre imprese svizzere che già producono i propri beni e servizi responsabilmente. Un vantaggio competitivo fondato sul non rispetto dei diritti umani è intollerabile. Così come accettare che imprese svizzere continuino a comportarsi in questo modo.

Le possibilità a questo punto sono due: possiamo scegliere di chiudere gli occhi dinanzi a ciò che non vogliamo vedere, oppure possiamo scegliere di dare una svolta al nostro sistema economico e dare un segnale a livello mondiale. Perché un sistema economico che salvaguardia l’ambiente e rispetta i diritti umani non è un’utopia nel Ventunesimo secolo.

Il green marketing, gli investimenti basati sui criteri di sostenibilità ESG, marchi come fairtrade,... sono solo alcuni esempi che illustrano quanto sia fattibile esercitare un’attività economica rispettando l’ambiente e i diritti umani. Le imprese e gli investitori che a livello mondiale operano in questo modo stanno aumentando sempre di più! Ciò dimostra che può davvero iniziare un cambiamento del nostro sistema economico improntato verso una produzione responsabile.

Sia il PLR svizzero e cantonale, sia GLRT, si sono espressi contro questa iniziativa. Tuttavia, per i motivi che ho argomentato e in quanto giovane politica studentessa di banking&finance, il 29 novembre esprimerò un “sì” convinto all’iniziativa popolare “per imprese responsabili – a tutela dell’essere umano e dell’ambiente”.

Martina Arizanov, vice presidente Giovani Liberali Radicali Mendrisiotto

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata