
In questi giorni il gruppo Aldi ha aperto un nuovo punto vendita a Quartino. Altri seguiranno in tempi più o meno brevi in varie località del Cantone. Lo sbarco in Ticino della grande distribuzione tedesca può comportare problemi di varia natura, che vanno dalla sopravvivenza dei piccoli commerci locali alle questioni occupazionali. Sussiste infatti il timore che le condizioni lavorative offerte dai Superdiscount germanici possano implicare situazioni di dumping salariale e sociale. Occorre dunque verificare che le catene della grande distribuzione tedesca si conformino alle regole vigenti in Ticino e che non intendano sfruttare i vantaggi logistici del nostro Cantone per attirare clienti, oltre che personale a basso costo, in arrivo dall’Italia, approfittando delle migliori condizioni elvetiche (sicurezza, pace sociale...) ma senza lasciare nulla (se non i “cocci”) sul nostro territorio. La mancata presa di contatto da parte dei vertici della catena tedesca con le autorità locali non aiuta certo a fugare il sospetto che questi ultimi si muovano in Ticino con “mentalità di conquista”. Sospetto aggravato dai volantini diffusi da Aldi nei giorni scorsi, in cui i prezzi dei prodotti terminano molto spesso con 99 centesimi, il che non denota grande conoscenza del territorio ticinese: o forse Aldi crede che il Ticino sia in Italia e la moneta in uso sia l’euro? Poiché le premesse non paiono rassicuranti, chiedo al lod. Consiglio di Stato: è intenzione del CdS, tramite ispettorato del lavoro, seguire da vicino le politiche di Aldi in materia di personale, esperendo le verifiche del caso? È intenzione del CdS monitorare con attenzione le conseguenze del moltiplicarsi su territorio cantonale di punti vendita della grande distribuzione germanica sotto gli altri profili problematici, in particolare la concorrenza con i piccoli operatori locali già presenti sul terreno, nonché il carico ambientale ed edilizio? I prezzi con 99 centesimi non costituiscono, a mente del CdS, un segnale di preoccupante disinteresse da parte di Aldi nei confronti della realtà locale, che potrebbe essere sintomatico di una “mentalità di conquista”? Lorenzo Quadri, deputato Lega in Gran Consiglio
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