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Maristella Polli: Consiglio dei giovani, allarme inascoltato?
Redazione
16 anni fa

Venerdi scorso si è tenuta a Bellinzona, nella sala del Gran Consiglio, l`assemblea del Consiglio cantonale dei giovani per discutere la presa di posizione del Governo in merito alle richieste contenute nella risoluzione adottata lo scorso 7 maggio sul tema “ Salute e benessere”. Invitati, come uditori, i granconsiglieri, che, ancora una volta ,hanno brillato per la loro “non-presenza”. A parole, in politica, tutti i partiti si dichiarano preoccupati per le future generazioni e si mostrano interessati a proporre soluzioni che possano aiutare ad affrontare le attuali problematiche giovanili ma, nel momento in cui si creano contatti concreti con il loro mondo ( vedi questa iniziativa o altre organizzate a livello scolastico e formativo e che, a mio parere, dovrebbero maggiormente e meglio coinvolgere i rappresentanti politici!), la latitanza è di casa! Fatta questa premessa, molto critica e decisamente disarmante, vorrei soffermarmi ora su alcune osservazioni in merito alle discussioni che sono scaturite durante il dibattito giovanile. La cosa che più mi ha sbalordito è la fermezza con cui i giovani chiedono agli adulti ed allo Stato di aiutarli a fare sì che la loro vita sia meno irta di ostacoli e più serena, contrariamente a quello che prevederebbe la logica e la preoccupazione degli stessi genitori. Vi faccio un esempio: uno degli argomenti sviscerati e discussi a lungo dal Consiglio cantonale dei giovani, e che mi ha provocato tanta amarezza e anche sorpresa, è la proposta seguente: “Istituire dei corsi progressivi di psicologia infantile per i futuri genitori, in particolare per quel che concerne il primo figlio. Se possibile essi saranno inseriti nel corso pre-parto. Si invitano le autorità competenti a voler favorire l`aumento dei nidi d`infanzia. I costi di tale formazione saranno a carico dello Stato”. Il dibattito si è poi protratto anche per stabilire se i corsi dovessero essere obbligatori o facoltativi con le eventuali regole da seguire. Al termine del dibattito mi sono posta immediatamente una domanda: ma noi adulti ci rendiamo ben conto di cosa sta succedendo nella società odierna? Abbiamo dei figli che chiedono allo Stato di aiutare i genitori ad educare. Siamo arrivati al punto di dover regolare l`amore famigliare , di chiedere di assolvere i compiti educativi degli adulti, di dare l`opportunità di una formazione, di aiutare a “fare i genitori” , di decidere come alimentare i propri figli delegando la richiesta di questi compiti ai nostri giovani? Se siamo giunti a questo punto penso proprio che la nostra società sia gravemente malata e che nessuno voglia aprire gli occhi ed analizzare urgentemente quali siano i veri problemi generazionali da valutare ed affrontare. Sono dell`opinione che , se non ci diamo urgentemente una mossa, non potremo far altro che essere responsabili di questo degrado e fare tardivamente “mea culpa”! Maristella Polli, deputato PLR

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