
Interpellanza al Consiglio FederaleNel traffico merci liberalizzato le direttive europee prevedono che un treno merci in entrata nel nostro paese, ad esempio proveniente dal Belgio diretto a Gallarate, non venga più controllato nei dettagli dall'inizio del viaggio alla fine. Si tratta del cosiddetto "regime su fiducia": il treno è controllato alla partenza, ogni singolo carro è registrato con i suoi dati che sono immessi in una documentazione elettronica che è poi spedita (elettronicamente) alle diverse nazioni nella quali i treni transitano. Sull'asse nord-sud un treno è controllato minuziosamente alla stazione di San Paolo a Bellinzona, perché l’Italia esige dei controlli approfonditi per lasciare entrare un treno sul suo territorio. Questi controlli minuziosi non sono invece previsti all'entrata in Svizzera di un convoglio, nemmeno nel caso in cui questi treni trasportino merci pericolose. Chiedo quindi al lodevole Consiglio federale: 1. Che controlli sono attualmente previsti per garantire la sicurezza per i treni con merci pericolose in entrata nel nostro paese? 2. Corrisponde al vero che l’Italia sta valutando di rinunciare ai controlli a Bellinzona-San Paolo dei treni diretti a sud per adattarsi alla e norme europee che prevedono appunto il cosiddetto "regime su fiducia"? 3.Che conseguenze avrà questa rinuncia in termini di controlli e di posti di lavoro? 4. Si prevede di intensificare i controlli alle frontiere dei treni merci?Marina Carobbio, consigliera nazionale PS
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